Grecia 150223154439
NEGOZIATI 23 Febbraio Feb 2015 1439 23 febbraio 2015

Tsipras schiacciato tra Berlino e la sinistra del partito

L'accordo con l'Ue sacrifica alcune promesse elettorali. I socialisti applaudono, Syriza si spacca. E il premier ''nasconde'' a Bruxelles salario minimo e welfare.

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Il governo ellenico ha tempo fino alle 24 del 23 febbraio per inviare a Bruxelles il suo programma di riforme.

Per i partner europei conta soprattutto quello che c'è, ma per i cittadini greci, gli alleati di governo e l'ala sinistra di Syriza basta forse quello che non viene scritto.
L'elenco delle misure che il governo di Alexis Tsipras sta per inviare all'Europa è un durissimo gioco di equilibrismo per salvare da una parte l'accordo raggiunto con i partner europei, dall'altra le sue promesse elettorali. E non prevede per ora nessun accenno allo stop alle privatizzazioni e all'aumento del salario minimo varati nel primo Consiglio dei ministri e criticati dall'Ue.
L'UE CHIEDE IL CONTO. L'accordo potrà essere rinegoziato fino ad aprile e una volta superati i quattro mesi di accordo ponte, Atene e il resto dell'Eurogruppo si risiederanno al tavolo per varare un nuovo patto (che potrebbe prevedere la restituzione del debito proporzionato alla crescita del Paese). Si tratta insomma solo di un primo passo, ma che non può essere falso
Nel breve periodo, infatti, il nuovo pacchetto di aiuti deve ricevere il via libera delle assemblee dei Paesi che prevedono il voto parlamentare anche sui trattati internazionali. L'Olanda, la Finlandia e anche la Germania, dove i conservatori già scalpitano e il portavoce del ministro delle Finanze Schaeuble ha chiesto una lista di riforme «coerente e plausibile».
E LE PROMESSE ELETTORALI? Ma il governo di Atene sa bene che il voto più importante è quello del parlamento di Piazza Syntagma dove Tsipras deve essere giudicato in base al rispetto del suo programma.
Bisogna accontentare gli alleati nazionalisti dei Greci indipendenti, rispondere alle accuse di Nea Demokratia: «Sono ripartiti da quello che abbiamo fatto noi». Ma soprattutto alla fibrillazione che attraversa l'ala sinistra di Syriza: non solo i più radicali di Tendenza comunista, e dell'eroe della Resistenza Manilos Glezos, ma anche la minoranza più consistente di Piattaforma di sinistra, che nell'esecutivo ha una poltrona di peso: il ministero della Rior­ga­niz­za­zione pro­dut­tiva, dell’Ambiente e dell’Energia.

Il governo rischia di perdere l'appoggio della minoranza interna

Il primo ministro greco Alexis Tsipras e il suo ministro dello sviluppo economico Panayiotis Lafazanis.

L'ultimo sondaggio realizzato per il quotidiano Avgi dice che l'81% dei cittadini greci approva il comportamento del governo nei confronti della Troika che non è più la Troika.
Sul patto con l'Ue, Tsipras si gioca gran parte del suo consenso. E la battaglia politica interna.
Syriza ha 149 parlamentari su 300 e conta anche sui voti dei 13 deputati dei Greci indipendenti, conservatori anti-austerity che con Syriza condividevano praticamente solo il programma contro la Troika.
E che ora potrebbero scalpitare nel nome delle promesse fatte ai loro elettori.
I SOCIALISTI APPREZZANO. Tuttavia i socialisti del Pasok, quelli a cui il partito del premier ha dragato ininterrottamente voti e credibilità, hanno già detto di essere pronti a sostenere il governo: contano esattamente 13 parlamentari.
Insomma, al primo giro di boa il governo Tsipras rischia di avere più problemi con i suoi strani alleati che con i suoi oppositori.
Kostas Kragougounis, portavoce del centrodestra di Nuova Democrazia (secondo partito con 76 parlamentari) ha tagliato corto: «Il nuovo governo ritorna di fatto al punto dove abbiamo lasciato noi, ma in condizioni ben peggiori».
PIL IN CALO E FUGA DI CAPITALI. Cioè con una fuga di capitali, da arginare (un miliardo volati via solo nella giornata di venerdì 20 febbraio) e un Pil peggiorato nel quarto quadrimestre dell'anno.
I centristi di To Potami - 17 deputati dati come possibili sostenitori dell'esecutivo negli ultimi giorni della campagna elettorale - si sono limitati a dire che Tsipras alla fine ha scelto il cammino del «buon senso».
«SCUSATE PER L'ILLUSIONE». Ma quello che è logica per loro è delusione cocente per l'ala sinistra di Syriza.
Uno dei suoi uomini simbolo, Manolis Glezos, in una lettera pubblica ha chiesto al popolo greco di perdonarlo per aver «contribuito a questa illusione».
«Se chiami il pesce carne, resta pesce», ha avvertito Glezos.
E ha proposto di aprire un dibattito all'interno del partito. La risposta di molti è stata netta: ora bisogna stringersi attorno a Tsipras.
PROGRAMMA NON ATTUABILE. Ma le preoccupazioni di Glezos, rappresentante di Tendenza comunista, l'ala più radicale del partito che non ha membri nell'esecutivo, sono condivise anche da Piattaforma di sinistra il cui leader Panayiotis Lafazanis siede sulla poltrona di ministro della Rior­ga­niz­za­zione pro­dut­tiva, dell’Ambiente e dell’Energia,
Il 23 febbraio un deputato di Piattaforma Costas Lapavitsas ha lanciato l'allarme sul suo blog: «È difficile vedere come attraverso questo accordo sarà attuato il programma di Salonicco» (le promesse elettorali di Tsipras, ndr). E ha chiesto una riunione urgente del partito.
DUE LEGGI SONO GIÀ PRONTE. E il ministro capo della minoranza interna è stato ancora più netto: «Gli accordi temporanei», ha ribadito per tutto il week end Lafazanis, «devono essere compatibili con il programma di governo e non nuocere a sua essenza e al suo orientamento verso la sinistra radicale».
Per due giorni il ministro ha tenuto il punto rilasciando interviste che mettevano in guardia il premier: «Le leggi sulla rateizzazione dei prestiti e sulla vendita degli immobili di valore sono già pronte in parlamento».

Nascosti a Bruxelles welfare, salario e riassunzione dipendenti pubblici

Alexis Tsipras e l'eroe della Resistenza greca Manolis Glezos.

Nel primo Consiglio dei ministri, l'esecutivo ha varato anche l’innalzamento del salario minimo da 450 a 751 euro lordi; il riallaccio dell'elettricità a 300 mila cittadini che non pagano la bolletta, la reintroduzione della tredicesima per le pensioni sotto i 700 euro e lo stop alle privatizzazioni del porto del Pireo e della società che lo gestisce (Dei) e della società di fornitura elettrica Admhe.
PATRIMONIALE SUI RICCHI. Ma nessuno di questi provvedimenti sembra destinato a comparire nella missiva da inviare a Bruxelles. La lettera attesa nella capitale dell'Unione dovrebbe assicurare entrate per 2,5 miliardi da introiti fiscali arretrati e altri 2,5 da una patrimoniale sui redditi più alti.
Altri 1,5 miliardi dovrebbero arrivare dalla lotta al contrabbando di carburanti e 800 milioni da quello alle sigarette.
«QUESTIONI DI POLITICA INTERNA». Il programma comprende anche la privatizzazione di immobili di valore e l'estensione della rateizzazione per i cittadini indebitati.
Ma soprattutto l'impegno del governo su tre riforme: pubblica amministrazione, fisco e lavoro. Non comparirebbero invece l'aumento del salario minimo a 751 euro e altre misure sul welfare tra cui la riassunzione dei dipendenti pubblici licenziati.
Il motivo? «Sono questioni di politica interna», ha dichiarato laconico il vice ministro delle Finanze Antonis Vardas. Quelle che ora preoccupano di più.

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