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NODO 23 Febbraio Feb 2015 2056 23 febbraio 2015

Usa, Olp e Anp a processo per attacchi in Israele

La causa per alcuni attentati risalenti al 2004. Giuria stabilisce anche maxi-risarcimento.

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Abu Mazen, presidente dell'Autorità nazionale palestinese.

L'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e l'Autorità nazionale palestinese (Anp) potranno essere portati alla sbarra a New York per una causa civile di risarcimento per alcuni attentati terroristici compiuti in Israele oltre 10 anni fa, in cui rimasero uccisi o feriti degli americani.
RIMBORSO DA 218 MILIONI. Lo ha stabilito una giuria a New York, che ha anche fissato a 218,5 milioni di dollari l'ammontare a cui le famiglie dovrebbero aver diritto, cifra che però viene automaticamente triplicata a 655,5 milioni, in base ad una legge speciale americana sul terrorismo.
La stessa legge, l'Anti-Terrorism Act, che consente agli americani vittime del terrorismo internazionale di rivolgersi alla giustizia Usa, è stata peraltro applicata a settembre da un tribunale federale di New York che ha giudicato la Arab Bank responsabile di aver fornito consapevolmente assistenza finanziaria ad Hamas, che gli Usa considerano una organizzazione terrorista.
ATTACCHI TRA IL 2002 E IL 2004. L'ammontare dei risarcimenti, in questo caso, non è stato ancora stabilito.
La causa contro l'Olp e Anp è stata avviata dalle famiglie di dieci cittadini americani colpiti in sei attacchi diversi tra il 2002 e il 2004, in cui in tutto morirono 33 persone e altre 430 rimasero ferite.
Nel corso delle udienze svolte finora, gli avvocati delle famiglie delle vittime hanno mostrato dei documenti per provare che le autorità palestinesi fornirono consapevolmente sostegno materiale ai terroristi che misero in atto quegli attentati.
In particolare, hanno mostrato che le autorità palestinesi hanno continuato a pagare il salario a dei loro dipendenti finiti in prigione per azioni di terrorismo e hanno fatto donazioni alle famiglie di attentatori sucidi.
I legali delle autorità palestinesi hanno invece sostenuto che non ci sono prove per attestare la partecipazione dei loro clienti ad attività di terrorismo, anche se alcuni membri delle forze di sicurezza palestinesi sono stati condannati in Israele per il loro coinvolgimento in attentati.
OPPOSIZIONE PER ANNI. «Hanno agito per motivi personali, non per conto delle autorità palestinesi», ha affermato la difesa.
Sin dall'avvio del procedimento legale, Olp e Anp si sono opposti per anni a che il processo si svolgesse negli Stati Uniti, sostenendo che il tribunale newyorkese a cui si sono rivolte le famiglie delle vittime è fuori giurisdizione, e che la sede appropriata sarebbe stata la Cisgiordania, e non New York. Il 23 febbraio, una giuria ha infine dato loro torto.

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