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ISTITUZIONI 24 Febbraio Feb 2015 2050 24 febbraio 2015

Boldrini: «Nessun decreto sulla Rai»

La presidente della Camera: «Non c'è urgenza. Ok a tempi certi, ma garanzie alle opposizioni».

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La presidente della Camera Laura Boldrini.

La fretta di approvare le riforme non può cancellare la discussione parlamentare. Laura Boldrini, presidente della Camera, l'ha ribadito il 24 febbraio, ospite a diMartedì di Giovanni Floris.
«Sono d'accordo che il governo ha bisogno di tempi certi ma bisogna anche dare alle opposizioni le garanzie», ha detto, «se si arrivasse a dare tempi certi su provvedimenti ordinari non ci sarebbe bisogno di ricorrere al decreto», ha aggiunto.
Ed è proprio l'eccessivo utilizzo di questo strumento a infastidire Boldrini, che non vorrebbe vederlo applicato per la riforma della Rai: «Il decreto si deve fare quando c'è materia di urgenza. Sulla Rai non c'è qualcosa di imminente, non c'è una scadenza».
«UOMO SOLO? NON CREDO RENZI SI SIA OFFESO». La presidente della Camera ha cercato anche di spegnere sul nascere le polemiche con il premier dopo averlo definito un uomo solo al comando. «Il mio era un ragionamento teorico», ha detto Boldrini, «non credo che Renzi se la sia presa, la mia è una visione della società. Non ho detto niente di offensivo. Ho detto altro, stavo facendo un bel ragionamento sulla società democratica, su come è composta e sui corpi intermedi. Laddove c'è un uomo solo al potere tutti si deresponsabilizzano, invece in una democrazia matura tutti devono fare il proprio mestiere. Ognuno deve fare il suo ruolo, c'è posto per tutti in democrazia. Non so quante quante volte ho espresso questo concetto, cosa strana questa volta ha avuto questo effetto».
«SBAGLIATO NON ASCOLTARE LE COMMISSIONI». La presidente della Camera aveva criticato il governo anche per non aver accolto le raccomandazioni delle commissioni Lavoro di Camera e Senato nella redazione dei decreti attuativi del Jobs act: «Mi hanno chiesto un parere», ha spiegato Boldrini, «da presidente della Camera cosa dovevo dire se non che era meglio tenere in considerazione il parere delle Commissioni? È un mio dovere ma non entro nel merito».

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