SPRECHI 24 Febbraio Feb 2015 1952 24 febbraio 2015

Mattarella in tram, un'operazione di immagine

Il presidente si reca con i mezzi fino a Scandicci (foto). Ma poi sale su un'auto. Arrivata apposta da Roma per accompagnarlo a Castelpulci. Distante solo pochi chilometri. Il risparmio dov'è?

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Prima fu la Panda grigia, con cui arrivò al Quirinale. Poi l'aereo di linea con cui raggiunse Palermo. Ora il treno - Freccia Argento - per arrivare da Roma a Firenze. E il tramvai per Scandicci, dove ha inaugurato i corsi di formazione per l'anno 2015 della Scuola Superiore della Magistratura.
Così Sergio Mattarella è diventato in Rete il #presidenteintram (copyright Dario Nardella, sindaco di Firenze). Quello del #sedileaccanto.
UN PRESIDENTE IN TRAM. Su Twitter spopolano le immagini del capo dello Stato che, come un normalissimo pendolare, viaggia sui mezzi fiorentini (guarda le foto). In compagnia del primo cittadino e del ministro della Giustizia Andrea Orlando.
Scelta che ha suscitato anche l'ironia, per una volta bonaria, dei netizen. Si va dal «Mattarella mangia pane e nutella due volte alla settimana» al «Mattarella beve acqua del rubinetto», fino a «Mattarella fa la spesa al Lidl».
Ma i viaggi da civile del presidente sono sono veramente low cost o sono un'operazione di immagine?
Ogni sforzo è apprezzabile, certo. Anche se a ben vedere questa spinta al risparmio e questa ansia da normalità sono forse più utili all'immagine che non al portafoglio dello Stato.
ARRIVA LA MACCHINA DA ROMA. Il perché è presto detto: se il presidente ha viaggiato con i mezzi pubblici, una volta arrivato alla fermata di Scandicci è stato costretto a prendere un'auto. La sede della Scuola, infatti, si trova a Castelpulci, che dista qualche chilometro dal centro. Lì ad aspettarlo c'era l'auto del Quirinale giunta apposta da Roma, presumibilmente semivuota: 277 chilometri percorsi solo per accompagnarlo nell'ultimo tratto del tragitto.
Quindi almeno una vettura è partita dalla Capitale (solitamente un'altra auto con alcuni uomini di scorta precede di un giorno o di qualche ora l'arrivo del capo dello Stato).
E qui non c'è nessuno scandalo. Il presidente avrebbe però potuto tranquillamente viaggiare su quella, arrivando direttamente all'appuntamento fiorentino.
EVITATO IL CORTEO PRESIDENZIALE. È vero: così facendo - come spiegano a Lettera43.it fonti ufficiali del Quirinale - si è evitata la congestione del traffico della città con il corteo presidenziale. Passaggio che avrebbe sicuramente creato qualche intoppo. E disturbato più dell'attesa dei cittadini che, alla stazione di Santa Maria Novella, si sono visti passare davanti l'autobus con a bordo Mattarella, senza poter salire.
Non solo. Come riportato da Libero, le spese per il tram presidenziale non sono proprio trascurabili.
La tratta Firenze-Scandicci (7,5 km) è gestita dalla francese Gest che, per ogni corsa, incassa circa 60 euro. I costi di esercizio sono ripagati dai biglietti (1,20 euro). La tramvia trasporta per ogni viaggio nell'ora di punta - quella per intenderci in cui ha viaggiato Mattarella - una media di 260 passeggeri. Il costo del tram blu è stato dunque di 720 euro, andata e ritorno.

A conti fatti, in stile papa Francesco, si tratta di un'operazione di immagine. Positiva, sicuramente. Ma di immagine. È la stessa Castafobia che fa viaggiare Bergoglio su una Ford Focus e portarsi appresso da solo in ogni viaggio la sua borsa nera.
La spending review, con tutto il rispetto del caso, non c'entra molto.
CONTROLLI RADDOPPIATI. Anche perché per ogni mezzo pubblico preso, sia esso aereo o treno, sono necessarie misure di sicurezza enormi, dalla bonifica dei vagoni a quella delle stazioni.
E questo perché il presidente è la prima carica dello Stato, rappresenta la Repubblica. E deve essergli garantita la massima protezione.
Per ora l'operazione sobrietà funziona. Piace ai cittadini. E anche agli agenti.
«AL QUIRINALE UN'ARIA NUOVA». «Con Mattarella si respira un'aria decisamente nuova», dice a Lettera43.it un rappresentante del Siulp, il sindacato italiano unitario lavoratori polizia, «finalmente abbiamo un presidente europeo, come Angela Merkel. Che quando si sposta per arrivare a Ischia prende voli di linea. Se è su un volo di Stato allora il marito la raggiunge sui low cost».
La differenza con Napolitano, secondo l'agente, è evidente: «Si spostava con un corteo infinito. Nemmeno da Paese occidentale. Quando arrivò al cimitero di Cassino pareva di stare in Libano».

Sergio Mattarella sull'auto presidenziale diretto a Castelpulci.

Mattarella, va detto, è apparso subito un presidente sobrio, basta ricordare le poche parole pronunciate - quasi scucite - dopo l'elezione. A quel «penso agli italiani in difficoltà».
Parole che hanno anche trovato già attuazione. Per esempio nella nomina senza compenso del segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.
Una sforbiciata necessaria, visto che le spese del Quirinale sono francamente eccessive.
LA SPENDING REVIEW INSUFFICIENTE. Già Napolitano aveva cercato di stringere la cinghia di un bilancio monstre che, nel 2014, ammontava a 237 milioni di euro. Eppure, nonostante la spending review, la residenza presidenziale italiana costa ancora molto di più di Buckingham Palace - 60 milioni - dell'Eliseo - 110-115 milioni - e del castello di Bellevue in Germania: 28 milioni all'anno.
Una cosa è certa: per avere le prove che la cura Mattarella non sia solo un bel maquillage ma una vera svolta, bisognerà aspettare il bilancio del Quirinale.

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