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MAMBO 26 Febbraio Feb 2015 1259 26 febbraio 2015

Bravo Delrio, sei la vera alternativa al renzismo

Ha creato una corrente priva dei personaggi più vicini al premier. Che però sta già pensando a un altro gruppo solo di suoi fedelissimi.

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Matteo Renzi e Graziano Delrio.

La nascita di una prima corrente “renziana” senza Renzi è il segno dell’evoluzione del fenomeno politico creato dal premier.
Il renzismo non è un monolite, è una aggressiva area politica che nasce dalla fine storica delle leadership post-comuniste e dall’esaurirsi della tradizione popolar-cattolica. Il renzismo, e soprattutto il suo leader, ha raccolto i cocci della lunga battaglia berlusconiani-antiberlusconiani nel momento del declino del Cavaliere, travolto, più che dai voti, dai processi.
Qui il segretario Pd ha inserito la sua proposta sinistra-destra, su un impianto che pretende di essere “liberal” e che è sicuramente molto anti-caste fino a prefigurarne una propria costituita fondamentalmente da suoi sodali.
NUOVA MOSSA DEL PREMIER. Arriverà il momento in cui Renzi considererà conclusa la sua rivoluzione e si metterà a costruire solide strutture con persone adeguate: lo hanno fatto tutti i leader, lo fece anche Benito Mussolini.
Ora accenna a questa fase che forse verrà, accettando che nasca una corrente a suo nome e diretta da un suo fedelissimo. Delrio, come Rughetti e Richetti, promotore/i della iniziativa sono renziani della prima ora. I primi due soprattutto hanno messo a disposizione di Renzi una potentissima struttura, una specie di lobby istituzionale, cioè l’Anci senza la quale Renzi sarebbe ancora ai primi passi della sua carriera.
La corrente renziana senza i boys e le girl di Renzi è a forte impronta cattolica, ma viene guardata con attenzione sia dal comunista Gennaro Migliore sia da Andrea Romano, passato dal dalemismo al montismo e ora approdato al renzismo.
IL GRUPPO DEI MODERATI DEL RENZISMO. Che senso ha questa corrente? Innanzitutto dare l’idea che nel calderone del premier bollono patate diverse. Poi probabilmente vorrà rappresentare l’idea governista e moderata del renzismo.
Questa corrente ha un leader dal passo lungo. Delrio ha un carisma a scoppio ritardato, che si afferma lentamente ed è fondato su uno stile sobrio, su una capacità di dialogo maggiore del suo capo, sull’idea di apparire come un leader tranquillo.
Non è ora un’alternativa a Renzi ma potrebbe diventarlo in caso di default del capo.
Questa corrente è priva delle persone più in vista e più discutibili del renzismo, a cominciare dall’asilo Mariuccia che il premier ha portato al governo. Sembra una corrente di gente solida, che saprebbe esistere anche senza la politica, che ama la comunicazione ma non ne è ossessionata.
PRESTO UNA CORRENTE DI FEDELISSIMI. Però nessuno si illuda che questa diventi una spina nel fianco di Renzi. Se il leader dem non reagirà male, è un modo per rafforzarlo e dare più che agli elettori alla classe dirigente una sponda più forte.
Ora si annuncia una corrente di fedelissimi.
È un errore qualunque corrente che nasca in nome di un capo che governa. Sa di regime.
Fare il capo è mestiere difficile ma che si fa da solo senza pretoriani inquadrati ufficialmente.
Le correnti servono per prendere il potere, poi il potere serve per comandare nel partito.

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