Rodolfo Sabelli Legge 130911193056
RABBIA 26 Febbraio Feb 2015 1208 26 febbraio 2015

Responsabilità toghe, Anm: «Riforma danneggia i cittadini»

Sabelli attacca la legge: «Novità negative, rischio quarto grado di giudizio».

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Il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli.

Dopo l'ok alla riforma sulla responsabilità civile dei magistrati è arrivata pronta la risposta dell'Anm, che ha bocciato con forza il testo voluto da Andrea Orlando e Matteo Renzi.
SABELLI: «DANNEGGIATI I CITTADINI». Il presidente Rodolfo Sabelli ha messo in chiaro come «le novità negative sono molte. La legge è stata presentata come voluta dall'Europa, ma non è assolutamente così. Questa riforma danneggia i cittadini, soprattutto i più deboli».
PROPOSTE DA ANM. Secondo il vertice dell'Anm «i cittadini potranno essere tutelati solo dalla buona giustizia, che si fa con le buone riforme, che il governo non ha ancora fatto».
«CI VOGLIONO NORMALIZZARE». Secondo i magistrati la riforma della responsabilità civile ha un valore politico e il «vero tema è «il riequilibrio dei rapporti tra politica e magistratura»; le toghe denunciano insomma una sorta di tentativo di «normalizzare la magistratura».
Sabelli ha sottolineato come che sono pronti a denunciare «ogni abuso e uso strumentale» della legge sulla responsabilità civile, così come intende approfondire i profili di illegittimità costituzionale» della riforma stessa.
Secondo il sindacato «i giudici non si faranno intimidire da un uso strumentale della nuova disciplina».
Inoltre, Sabelli ha proposto dei «punti semplici e chiari, come l'abrogazione della legge ex Cirielli e il blocco dei termini di prescrizione dopo il primo grado, e l'estensione alla corruzione delle norme Antimafia»
Il presidente dell'Anm poi, ha evidenziato le maggiori criticità che la riforma può comportare: «Il rischio è che si arrivi a un quarto, un quinto, un sesto grado di giudizio».
ATTESO INCONTRO AL QUIRINALE. Intanto la data dell'incontro chiesto dall'Associazione nazionale magistrati al capo dello Stato «non è stata fissata. Confidiamo che lo sarà in tempi ragionevoli», hanno fatto sapere dall'Anm assicurando però che sulla riforma della responsabilità civile «non vogliamo tirare il capo dello Stato per la giacchetta. Abbiamo troppo rispetto per lui».

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