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CASO 26 Febbraio Feb 2015 1220 26 febbraio 2015

Scorta revocata per Biagi, indagati Scajola e De Gennaro

Inchiesta bis sulla morte del giuslavorista ucciso nel 2002 a Bologna. L'accusa è di cooperazione in omicidio colposo. L'ex ministro degli Interni: «Sconcertante».

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Marco Biagi.

Claudio Scajola e Gianni De Gennaro sono indagati nell'inchiesta bis sulla revoca della scorta a Marco Biagi, ucciso a Bologna dalle Br il 19 marzo 2002.
All'epoca Scajola e De Gennaro erano ministro dell'Interno e capo della polizia.
La prima inchiesta fu archiviata. La nuova fu riaperta nel 2014 dopo la trasmissione a Bologna di nuovi documenti, in particolare appunti dell'ex segretario del ministro, Luciano Zocchi.
Il reato contestato ai due è di cooperazione colposa in omicidio colposo.
SCAJOLA: «UN'ACCUSA SCONCERTANTE». «È un'accusa sconcertante», ha commentato lo stesso Scajola. «Anche in questa occasione so di essermi comportato correttamente», ha detto l'ex ministro.
A quanto si apprende è stato notificato un atto a Scajola e De Gennaro, oltre che ai familiari del giuslavorista, assistiti dall'avvocato Guido Magnisi, in cui si chiede a una sezione speciale del tribunale di Bologna di interrogarli per sapere se intendono o meno avvalersi della prescrizione.

OMISSIONI A PARTIRE DAL LIBRO BIANCO. Nell'indagine sono contestate una serie di omissioni, a partire dal 3 ottobre 2001, quando fu presentato il 'libro bianco' sulle condizioni del lavoro in Italia.
Per gli inquirenti «omettevano di adottare direttamente o di far adottare dagli organi a loro sottoposti in favore del prof. Biagi misure idonee a proteggerne l'incolumità dall'elevato rischio di subire attentati».
SCAJOLA NON ASCOLTÒ MARONI E FRATTINI. Secondo i pm Alfonso e Gustapane Scajola,non fece proteggere Marco Biagi dopo aver ricevuto «autorevoli segnalazioni circa l'elevata esposizione del prof. Biagi al rischio di attentati, anche omicidiari».
Tra chi fece le segnalazioni, l'allora ministro del Welfare Roberto Maroni, il collega per la Funzione pubblica Franco Frattini, il direttore generale di Confindustria Stefano Parisi.
LEGALE SCAJOLA: «NESSUN AVVISO». Intanto il legale imperiese dell'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola Marco Mangia ha replicato: «Non abbiamo ricevuto carte, nessun avviso. Quindi non so assolutamente nulla».
«Scajola èsottoposto a obblighi di legge (nell'ambito del processo aperto a Reggio Calabria sul favoreggiamento alla latitanza del'ex deputato di Forza Italia Matacena) ma è sostanzialmente libero. L'ho sentito ieri sera», ha aggiunto l'avvocato, «e non mi ha accennato a questa cosa».

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