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ALTA TENSIONE 27 Febbraio Feb 2015 1445 27 febbraio 2015

Pd, Bersani a Renzi: «Discutere sul serio, no a spot»

Guerini: «Da ex segretario eccesso di polemica». Il premier riunisce i gruppi dem.

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Pier Luigi Bersani.

Monta la tensione nella minoranza dem. Nel giorno in cui Matteo Renzi ha riunito i gruppi parlamentari per confrontarsi su temi come scuola, Rai e Fisco è arrivata una nuova presa di posizione dell'ex segretario Pier Luigi Bersani, già protagonista di uno strappo con il premier il 26 febbraio.
Secondo Bersani, intervistato al Giornale Radio Rai, «è ora di discutere sul serio. Attenzione che stiamo cambiando forma alla nostra democrazia e non sono cosucce da poco. Sarà ora di discutere seriamente, non per spot».
«Basta fare una discussione ordinata. Facciamo come abbiamo fatto col cosiddetto metodo Mattarella», ha specificato il politico emiliano.
«HO MANDATO QUATTRO IDEE». Sulla mancata partecipazione all'iniziativa al Nazareno ha ribadito che «ognuno farà quel che vorrà. Io gliele ho mandate quattro idee. Non in burocratese, molto brevi. Praticamente ho partecipato, no?».
L'ex segretario ha voluto poi ribadire la propria indipendenza rispetto a Renzi: «Io non ho niente da chiedere, però alle mie idee non ci rinuncio, sia chiaro».
NO A RIMPASTI NEI GRUPPI PARLAMENTARI. Bersani ha poi commentato le indiscrezioni secondo cui la minoranza dem sarebbe in subbuglio in vista di un possibile cambio dei gruppi parlamentari: «Spero che siano dietrologie dei commentatori. Rubricare tutto in una logica di potere è un insulto».
GUERINI: «DA BERSANI ECCESSO DI POLEMICA». Intanto il vice segretario Pd ha commentato le parole di Bersani: «Mi pare ci sia stato un eccesso di polemica, che a mio parere non è utile, ma rispetto le opinioni di tutti, anche quelle che non condivido».
CIVATI: «APPREZZO QUESTO BERSANI». Sull'argomento è intervenuto Pippo Civati, esponente della minoranza dem, anche lui assente all'incontro. «Devo dire che ho apprezzato 'questo Bersani qui', mentre negli ultimi mesi non avevo capito il perché di alcune sue scelte».
CUPERLO: «ASSENTI PERCHÉ IGNORATI». Alla riunione del 27 febbraio non si è presentato neanche il leader di Sinistra Dem Gianni Cuperlo, che ha scritto a Renzi una lettera: «Sul Jobs Act il governo ha ignorato esattamente suggerimenti e linee votati dalla direzione, sulla riforma costituzionale non avete tenuto conto neppure di un voto».
«In tre minuti riesco a risolvere dei quiz e non la riforma fiscale», ha aggiunto l'ex segretario Figci.
Sull'Italicum ha presentato tre proposte: «Ridurre il numero dei parlamentari nominati a non più del trenta per cento, prevedere la possibilità di apparentamento tra liste diverse in caso di ballottaggio per l'assegnazione del premio di maggioranza e prevedere una vera clausola di collegamento tra legge elettorale e legge costituzionale».

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