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MEDIO ORIENTE 27 Febbraio Feb 2015 1336 27 febbraio 2015

Stato palestinese, pasticcio della maggioranza

Sì della Camera al riconoscimento, ma passano due testi divisi: uno del Pd, l'altro di Ap-Sc.

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Paolo Bernini del Movimento 5 Stelle espone nell'Aula della Camera una sciarpa con i colori della bandiera palestinese.

Il governo si incarta sul riconoscimento della Palestina.
L'Aula della Camera è riuscita ad approvare sia la mozione del Pd sia quella dei centristi di Area popolare (Ncd più Udc) e Scelta civica. Due testi differenti stilati da forze politiche che appartengono alla maggioranza e su cui l'esecutivo si è espresso indistintamente a favore.
La mozione presentata da dem e Ppi impegna il governo a sostenere l'obiettivo della costituzione dello Stato della Palestina. Quella di Ap-Sc che punta alla ripresa del dialogo tra Palestina e Israele e alla cessazione della violenza quale condizione preventiva per il riconoscimento dello Stato della Palestina.
LA MINORANZA DEM INSORGE: «DOPPIO PLACET RIDICOLO». Una differenza sostanziale.
Tanto che il doppio via libera ha subito scatenato la reazione della minoranza dem con Stefano Fassina che ha definito «ridicolo» il placet fornito a due documenti «in contrapposizione» (il partito, peraltro, è già sconquassato dallo scontro interno causato dalla riunione convocata dal premier al Nazareno).
L'AMBASCIATA ISRAELIANA ESULTA. E il voto sulla mozione centrista ha fatto esultare l'ambasciata israeliana a Roma, che subito ha diramato una nota: «Accogliamo positivamente la scelta del parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese e di aver preferito sostenere il negoziato diretto fra Israele e i palestinesi, sulla base del principio dei due Stati, come giusta via per conseguire la pace».
MOZIONI IN CONTRASTO. Nel dettaglio la proposta di Area popolare (passata con 237 voti favorevoli e 84 contrari) non prevede espressamente il riconoscimento diretto della Palestina, ma lo subordina a un primo passaggio. Impegna, infatti, il governo «a promuovere il raggiungimento di un'intesa politica tra il gruppo islamico Hamas e il suo antagonista laico Al-Fatah che, attraverso il riconoscimento dello Stato d'Israele e l'abbandono della violenza determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese».
TESTO DEL PD VOTATO DA SEL. La mozione del Pd, votata anche da Sel, è invece più esplicita sulla strada del riconoscimento dello Stato palestinese. Il testo presentato dai dem impegna il governo «a continuare a sostenere in ogni sede l'obiettivo della costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d'Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo». C'è quindi l'impegno per il governo a «promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele».
DELUSA LA RAPPRESENTANTE OLP. È poi arrivato il commento sul voto del parlamento della rappresentante dell'Olp Hanan Ashrawi: «È infelice ('unfortunate', nel testo in inglese) che la risoluzione non si impegni per l'incondizionato e ufficiale riconoscimento dello Stato di Palestina. Chiediamo al governo italiano di riconoscere lo Stato palestinese senza condizioni».
Ashrawi ha comunque ringraziato «i deputati della Camera per il voto a favore di una mozione del Pd del premier Matteo Renzi che è a favore dell'obiettivo dello stabilimento di uno Stato palestinese».
«GOVERNO RICONOSCA LA PALESTINA SENZA CONDIZIONI». «Noi chiediamo al governo italiano», ha aggiunto, «di riconoscere uno Stato palestinese senza condizioni e di attuare serie e concrete misure per mettere fine all'occupazione militare e a lavorare per una pace giusta. Siamo anche costernati», ha spiegato la rappresentante dell'Olp, «per la seconda mozione dell'Ncd che non solo manca di menzionare il riconoscimento di uno Stato palestinese, ma invece invoca negoziati diretti tra palestinesi e israeliani».

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