PROFILO 1 Marzo Mar 2015 0600 01 marzo 2015

Anna Grodzka, chi è la trans aspirante guida della Polonia

Per 55 anni è stato il signor Begowski. Nel 2009 il cambio di sesso post-divorzio. Ora Grodzka dei Verdi è candidata a capo di Stato. Per difendere i diritti Lgbt.

  • ...

Anna Grodzka in posa con gli elettori.

Il 10 maggio 2015 per la Polonia è il giorno del nuovo presidente della Repubblica.
Due sono gli sfidanti principali della contesa: il presidente uscente Bronisław Komorowski - sostenuto dal partito di governo Piattaforma civica (Po) - e Andrzej Duda, esponente di Legge e giustizia (Pis), principale formazione d'opposizione.
L'ANZIANO È FAVORITO. Tutti i sondaggi danno sinora il 62enne Komorowski per favorito, con Duda, di 20 anni più giovane, che non pare avere lo stesso ascendente del proprio leader di partito, l'ex primo ministro e candidato alla presidenza nel 2010 Jarosław Kaczyński.
Alle spalle dei due c'è una variegata rosa di candidati alternativi.
AVVENENTE MAGDALENA. Tra cui l'avvenente 35enne storica e presentatrice televisiva catto-socialista Magdalena Ogórek di Unione della sinistra democratica (Sld), il carismatico Janusz Palikot - fondatore di Twój ruch (Il tuo movimento) - e Adam Jarubas, esponente del Partito popolare polacco (Psl).
Senza dimenticare il discusso europarlamentare Janusz Korwin-Mikke, leader del Congresso della nuova destra (Kns), partito nazionalista dai risvolti omofobi e misogini.
L'OUTSIDER TRANSGENDER. Sono questi i sei nomi pronti a spartirsi la maggior parte dei consensi dei polacchi nell'elezione diretta del capo dello Stato.
C'è tuttavia da registrare una significativa nuova entrata fra i candidati.
Il 30 gennaio la 60enne Anna Grodzka, parlamentare dei Verdi polacchi (Pz), ha reso nota la sua candidatura al palazzo di Krakowskie Przedmieście, nel cuore della capitale.
Segni particolari: è stata la prima parlamentare transgender in Polonia ed è oggi anche l'unica al mondo a rivestire tale ruolo.

Cambio di sesso avvenuto nel 2009, due anni dopo il divorzio

Laureato in psicologia clinica, Krzysztof Bęgowski è un ex sergente dell'esercito.

La sua discesa in campo ha sorpreso molti e suscitato scalpore in Polonia.
Soprattutto considerate le solide fondamenta cattoliche e la scarsa apertura di pubblico e media alle tematiche Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) del Paese in cui Grodzka è stata eletta in parlamento.
Nato nel 1954 a Otwock, paesino a una manciata di chilometri di Varsavia, e registrato all'anagrafe come Krzysztof Bęgowski dai genitori adottivi, per 55 anni la futura parlamentare transgender ha vissuto con questa identità.
EX MARITO E PADRE. Laureato in psicologia clinica, ex sergente dell'esercito e già membro del partito comunista polacco, Bęgowski si sposò negli Anni 70 e divenne padre.
I grandi cambiamenti avvenuti nella Polonia post 1989 convinsero l'allora signor Bęgowski a gettarsi nel settore privato divenendo imprenditore, editore radiofonico e persino produttore di una serie televisiva.
OPERATO IN THAILANDIA. Due anni dopo il divorzio, avvenuto nel 2007, Krzysztof decise di cambiare sesso con un'operazione avvenuta in Thailandia.
Da quel momento il signor Bęgowski si trasformò nella signora Grodzka.
L'impegno politico della futura parlamentare si intensificò grazie alle attività di Trans-Fuzja, fondazione per la tutela dei diritti dei transgender, e all'incarico di vice presidente della Commissione delle Pari opportunità del Comune di Varsavia.
SUBITO 20 MILA PREFERENZE. Alle Parlamentari del 2011, Anna Grodzka si presentò a Cracovia con Ruch Palikota (Rp), movimento predecessore di Twój ruch, e ottenne quasi 20 mila preferenze approdando così al Sejm di Varsavia.
Il resto è storia recente. Nel giugno 2014 Grodzka è passata ai Verdi, formazione emergente ma ancora assai marginale dello scacchiere politico polacco, divenendone l'unica parlamentare.

I social network sono con lei: 11 mila seguaci su Facebook e Twitter

La foto del profilo di Anna Grodzka su Twitter, dove ha oltre 11 mila follower.

Oggi Anna Grodzka è senz'altro un'outsider della contesa presidenziale e qualsiasi risultato porteranno le urne, la sua presenza fra i sette candidati è di per sé un successo.
Può già contare su oltre 11 mila seguaci su Facebook e altrettanti su Twitter.
Numeri che, per esempio, eclissano quelli di un recente fenomeno mediatico come la candidata socialista Magdalena Ogórek, ferma a circa 8 mila sostenitori sulle due principali piattaforme social.
ELETTORATO ISTRUITO. E proprio il supporto, per ora solo virtuale, dei polacchi più istruiti e tecnologici potrebbe permettere all'esponente dei Verdi di togliersi qualche soddisfazione.
Detto questo, le speranze di Anna Grodzka di arrivare a un ballottaggio o anche solo di giocare il ruolo di ago della bilancia fra Komorowski e Duda sono nulle.
Basta pensare che alle recenti elezioni locali per l'elezione del sindaco di Varsavia del 16 novembre 2014 la candidata dei Verdi, Joanna Erbel, ha conquistato circa il 3% delle preferenze.
Un risultato ritenuto positivo dal partito e ottenuto in una capitale in cui Pz è in media più forte rispetto al resto della Polonia.
VERDI AMBASCIATORI LGBT. Dichiarando di essere bisessuale pochi giorni prima del voto, la stessa Erbel ha messo in evidenza come oggi in Polonia siano i Verdi a essere il partito ambasciatore dei diritti e delle istanze di lesbiche, omosessuali e transgender.
In quella tornata elettorale, inoltre, l'ex parlamentare socialista Robert Biedroń - oggi esponente di Twój ruch - è divenuto il primo sindaco dichiaratamente gay di una città polacca, Słupsk.
Segnali eloquenti di come le tematiche Lgbt siano entrate nella vita politica dalla porta principale dopo essere state estromesse, ignorate o derise per anni nei palazzi del potere di Varsavia.
ESPERIMENTO SOCIO-POLITICO. Anche per questo motivo la candidatura di Grodzka a capo dello Stato può essere interpretata come un esperimento politico e sociale di grande importanza per la democrazia polacca.

Tweet di @AnnaGrodzka

Programma elettorale di sinistra: tassazione severa alle multinazionali

Lo slogan usato da Anna Grodzka per le Presidenziali 2015.

'Polska fair' è lo slogan del programma elettorale di Anna Grodzka in cinque punti disponibile sul sito dei Verdi.
Un anglicismo che riprende uno dei termini favoriti del primo ministro britannico David Cameron: 'fair' ossia giusto, equo, solidale.
Solo una bizzarra coincidenza visto che di conservatore Grodzka ha ben poco.
Pietre angolari del programma sono tasse, energie rinnovabili e pari opportunità civili.
Ed è soprattutto in materia fiscale che la candidata dei Verdi alla presidenza della Repubblica polacca dice qualcosa di sinistra auspicando una tassazione più severa per le multinazionali e meno pesante per i cittadini.
UNA FIGURA MENO SUPER PARTES. L'esistenza stessa di un programma elettorale evidenzia quelle che sono le differenze fra il ruolo di capo dello Stato nell'ordinamento polacco e in quello italiano.
In Polonia il presidente della Repubblica (mandato di cinque anni, non di sette come in Italia) dispone di potere di veto sui disegni di legge, nonché della possibilità di farsi portatore a sua volta di proposte legislative.
Una figura istituzionale, quindi, decisamente più autonoma e meno super partes di quella oggi rappresentata nel nostro Paese dal neo presidente Sergio Mattarella.
ELEZIONE DIRETTA DEI CITTADINI. Non sorprende dunque che le presidenziali siano l'appuntamento elettorale più sentito dai polacchi grazie anche alla possibilità di votare in prima persona per il proprio capo dello Stato.
La corsa impossibile della combattiva parlamentare transgender verso la presidenza della Repubblica assume un grande valore simbolico per un Paese sempre più moderno ma ancora in ritardo sui temi dell'identità di genere e dei diritti delle donne.
NEL PAESE L'ABORTO È ILLEGALE. Una Polonia in cui è oggi possibile trovare pillole del giorno dopo in molte farmacie (ma solo su prescrizione medica) e preservativi nei supermercati, ma l'aborto è ancora illegale - salvo rarissime eccezioni.
Secondo l'attivista per i diritti umani Agnieszka Graff, professoressa di studi di genere presso l'università di Varsavia, nel 2014 «almeno 200 mila donne polacche hanno abortito illegalmente in Polonia o all'estero a fronte di circa 500 interruzioni di gravidanza 'autorizzate'».
La speranza per molti polacchi è che la candidatura di Anna Grodzka non desti solo la curiosità dei cronisti, ma divenga simbolo e impulso per una Polonia più tollerante e meno oscurantista.

Correlati

Potresti esserti perso