Nemtsov 150302104044
MINORANZA 2 Marzo Mar 2015 1159 02 marzo 2015

Russia, Nemtsov e gli altri deboli oppositori di Putin

Nemtsov, Navalny, Yashin e Kasparov. Conosciuti all'estero, irrilevanti a Mosca. L'esercito dei nemici del Cremlino vale poco più dell'1%. E fa il solletico allo zar.

  • ...

Il ritratto di Boris Nemtsov.

La marcia di domenica primo marzo a Mosca, organizzata dall’opposizione extraparlamentare originariamente per protestare contro la guerra in Ucraina supportata sottotraccia dal Cremlino, si è trasformata in un corteo funebre in onore di Boris Nemtsov, la voce più rumorosa tra i critici di Vladimir Putin fatta tacere con quattro colpi di Makarov.
Alle accuse di sobillare i separatisti filorussi del Donbass si sono aggiunte nei confronti del presidente russo quelle di essere il burattinaio dietro l’agguato di venerdì notte.
SOLO 50 MILA PERSONE. Nella capitale sono scese in piazza circa 50 mila persone. A Novosibirsk, una delle diverse città dove si sono tenute proteste analoghe, i dimostranti sono stati un paio di centinaia.
Guardando i numeri, e considerando il fatto che senza la morte di Nemtsov la marcia di Mosca avrebbe probabilmente raccolto meno della metà delle persone arrivate, l’opposizione russa che piace all’Occidente appare senza speranza.
Se in una metropoli di 15 milioni di abitanti il massimo potenziale dell’opposizione in un momento del genere è questo, allora Putin può dormire sonni tranquilli.
BORIS, ALTRO CHE LEADER. Boris Yefimovich Nemtsov è stato presentato in Occidente, prima, ma ancor di più dopo la sua morte, come il leader, o uno dei leader, dell’opposizione: guardando sempre i numeri, quelli per esempio forniti dal Levada Center di Mosca, si scopre che il capo del Rpr-Parnas in realtà contava 'come il due di picche' nella briscola russa.
In nessuno dei sondaggi recenti il suo nome e quello del suo partito spuntava tra quelli considerati dall’elettorato.
Se per Putin a ottobre 2014 avrebbe votato l’87% dei russi, Alexei Navalny, un altro alfiere dell’opposizione, non arrivava all’1%. Di Nemtsov nessuna traccia.
PESO POLITICO NULLO. Stesso dicasi per il suo partito, sia a livello di possibilità future sia ovviamente guardando il presente.
Alla Duma il Rpr-Parnas non è ovviamente rappresentato: dei 3.787 consiglieri regionali dei circa 90 oblast russi solo uno appartiene alla formazione di Nemtsov.
In buona sostanza, il peso specifico politico di Boris Yefimovich non corrisponde alla presentazione che ne viene fatta in Occidente.

Era considerato il fallito riformatore liberale al tempi di Eltsin

Un uomo porta dei fiori in omaggio alla vittima.

In Russia le cose stanno diversamente da come vengono mediamente rappresentate tra Bruxelles e Washington.
Per l’elettorato russo Nemtsov, che condivideva nel partito la leadership con Mikhail Kasyanov, aveva credibilità zero: il motivo è facile da spiegare, visto che la sua immagine non era quella dell’incorruttibile paladino della democrazia, ma quella del fallito riformatore liberale al tempi di Boris Eltsin.
SCANDALO TANGENTI. Stesso dicasi per Kasyanov, detto 'Misha 2%' con riferimento alla percentuale che riceveva sulle tangenti, e ultimo della guardia del vecchio presidente a essere stato sbattuto fuori dal Cremlino nel 2003 quando era primo ministro.
Le sue accuse nei confronti di Putin sulla corruzione in Russia e sui miliardi di rubli sperperati per l'Olimpiade di Soci arrivavano dal pulpito sbagliato. Anche se vere.
VISTI CON DIFFIDENZA. Che piaccia o no all’Occidente Kasyanov e gli altri protagonisti più o meno rumorosi delle marce anti-putiniane sono visti dai russi con diffidenza e talvolta con ilarità.
Che 'Misha 2%' parli di corruzione fa sbellicare dalle risate i russi e chiunque conosca un minimo la storia degli ultimi 20 anni a Mosca e dintorni.
NAVALNY IL PIÙ FAMOSO. Il resto è propaganda. Il quadro è in definitiva questo: Alexei Navalny, popolare nella capitale e a San Pietroburgo, ma ignorato nel resto del Paese, è la figura al momento relativamente più nota della variegata opposizione, che in questi anni non è mai riuscita a coagularsi né dentro né fuori il parlamento.
In corsa per diventare sindaco di Mosca un paio di anni fa ha raccolto quasi il 30%, ma a livello nazionale i sondaggi attuali lo danno sotto l’1%.
E le prossime elezioni parlamentari sono comunque alla fine del 2016, le presidenziali nel marzo 2018.

Yashin e Kasparov più popolari all'estero che in Russia

Il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Gli altri leader antiputiniani, dai vari Ilia Yashin a Garry Kasparov, sono alla stessa stregua, cioè più popolari all’estero che in Russia, il che è tutto dire.
VLADIMIR RESISTE. Se l’autoritarismo del Cremlino ha contribuito al blocco del sistema politico, congelando e controllando in sostanza i processi democratici, è vero però che l’opposizione extraparlamentare si è schiantata contro il muro di un elettorato che vede ancora in Vladimir Vladimirovich il salvatore della patria.
All’interno della Duma un po’ di opposizione tutto sommato c’è, dai comunisti di Gennady Zyuganov ai socialdemocratici di Sergei Mironov, ma non è quella che piace in Occidente e per questo non viene nemmeno tenuta in considerazione.
MIOPIA DELL'OCCIDENTE. La miopia occidentale, politica e mediatica, che tende a vedere in Russia non ciò che accade realmente, ma ciò che vorrebbe che succedesse, non può che condurre a problemi maggiori: l’omicidio di Boris Nemtsov rischia di trasformarsi in un altro scontro di propaganda e andare a intaccare la già fragile cornice internazionale con ripercussioni in primo luogo sulla crisi ucraina e gli accordi di Minsk, che per reggere hanno bisogno di quel solido contesto che l’assassinio dell’oppositore di Putin sta mettendo invece di nuovo in pericolo.

Correlati

Potresti esserti perso