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CARROCCIO 3 Marzo Mar 2015 1622 03 marzo 2015

Lega, Salvini minaccia le epurazioni contro Tosi

Fuori dalla Lega chi è nella Fondazione di Tosi. Salvini lancia l'ultimatum al sindaco di Verona. E minaccia la politica delle epurazioni.

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Matteo Salvini e Flavio Tosi.

Sembra che Matteo Salvini abbia preso ispirazione dai suoi viaggi in Russia e Corea del Nord, dove Vladimir Putin e Kim Jong-un non sono proprio noti per la loro tenerezza verso gli oppositori.
Alle prese con la faida interna alla Lega, il segretario ha lanciato l'ultimatum a Flavio Tosi e ai suoi fedelissimi: da lunedì 9 marzo, l'iscrizione o l'adesione alla Fondazione che fa capo al sindaco di Verona «è incompatibile con la qualifica di socio ordinario militante» del Carroccio. È quanto scritto nel verbale del consiglio federale del 2 marzo, che Roberto Calderoli ha inviato alle segreterie regionali con l'obbligo di affissione in tutte le sedi.
SCONTRO FRONTALE. Dopo lo scontro frontale con Tosi per la candidatura alla presidenza della Regione Veneto, Salvini ha quindi scelto la linea dura: non basta che il sindaco di Verona abbia detto sì alla nomina di Luca Zaia, ora lui e i suoi fedelissimi sono stati messi alla porta, a meno che non cambino idea. Il Consiglio federale ha stabilito che «la Fondazione e/o associazione 'Ricostruiamo il Paese' altresì nota come 'Il Faro' o 'I Fari' ha natura politica» e dunque, in base allo Statuto, è incompatibile con l'iscrizione alla Lega.
TOSI AL BIVIO: DENTRO O FUORI. Tosi deve decidere rapidamente da che parte stare: continuare a perseguire le sue aspirazioni da leader o allinearsi alla politica del segretario. Il sindaco di Verona ha quindi meno di una settimana per scegliere fra la tessera della sua fondazione (che ne sostiene la corsa a eventuali primarie di centrodestra) e quella del Carroccio.

Tosi guarda a Ncd e Italia Unica

Flavio Tosi, sindaco di Verona.

In Veneto, Salvini vuole una lista della Lega con Forza Italia per Zaia presidente. Tosi, alla fine, potrebbe scoprire le carte con l'annuncio della nascita di una sua lista di centrodestra con Ncd, Udc, Liga Veneta, Italia Unica di Corrado Passera e qualche deluso di Fi vicino a Raffaele Fitto. Anche se resta un'incognita: fare la corsa su Zaia o, ipotesi più probabile, appoggiarlo con una coalizione. Anche in questo caso l'ultima parola spetterebbe a Salvini, che non pare disposto a scender a patti. «Tosi è un ottimo sindaco», ha detto il segretario dopo il consiglio federale, «per lui ci sarà spazio, basta che nessuno litighi con qualcun altro». Ma poi ha avvertito: «Chiunque esce dalla Lega non va da nessuna parte».
FERMENTO NEL CENTRODESTRA. L'obiettivo di Salvini sembra quello di fare terra bruciata attorno a Tosi. D'altronde, appare impensabile che il ribelle del Carroccio rinunci ad un progetto al quale lavora da anni. Il sindaco veronese è corso ai ripari ed è andato a Roma dove ha incontrato Angelino Alfano. Ufficialmente lo ha fatto solo per parlare di sicurezza; più concretamente per trovare una via d'uscita comune al caos in Veneto. Salvini non intende allearsi con il «ministro dell'immigrazione» e, di fatto, lo ha spinto tra le braccia di Tosi. Il primo cittadino scaligero, però, deve far convivere gli alfaniani e Passera che, a sua volta, critica Ncd per l'alleanza di governo con Renzi. Il Veneto si trasforma così in un laboratorio politico in vista della riorganizzazione del centrodestra in Italia.
TOSI E SALVINI PUNTANO ALLA LEADERSHIP. Salvini da una parte; Tosi, Alfano e Passera dall'altra puntano a conquistare lo stesso elettorato di centrodestra e i delusi di Forza Italia. Entrambi gli schieramenti sono convinti che la stella di Silvio Berlusconi sia in declino e vogliono raccoglierne l'eredità. Lo scontro tra Salvini e Tosi, infatti, non è soltanto una questione della Lega Nord: i due leader padani aspirano, entrambi, a conquistare la leadership di centrodestra. Proprio il Carroccio è diventato troppo stretto per entrambi. L'attuale segretario della Lega ha avuto il merito di anticipare il sindaco di Verona e, di fatto, attuare il programma che, guarda caso, era nelle corde della fondazione Ricostruiamo l'Italia. Tosi rimprovera invece a Salvini di essersi appiattito a destra, rinunciando a tutto l'elettorato moderato. Si tratta di due scommesse nello stesso campo politico che, in ogni caso, devono però fare i conti con Berlusconi.

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