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PROVE DI PACE 4 Marzo Mar 2015 0816 04 marzo 2015

Grillo: «Pronti a trattare su Rai e reddito di cittadinanza»

Il leader M5s apre al Pd: «Parleremo con tutti, ma serve onestà intellettuale». Speranza, Boschi e Vendola dicono sì.

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Beppe Grillo sembra cambiare rotta, e apre ai rivali. Intervistato dal Corriere della Sera, il leader del Movimento 5 stelle ha detto: «Siamo pronti al dialogo con tutti, anche con il Pd, sul reddito di cittadinanza e la riforma della Rai, ma ci deve essere onestà intellettuale».
Poi ha affrontato due temi principali: la povertà, che «va affrontata come una malattia, non come un reato» e le elezioni regionali, specificando che«le piazze non funzionano più. Resteremo sotto il palco, staremo a contatto con la gente».
«REDDITO DI CITTADINANZA DA 780 EURO». «Il reddito di cittadinanza è vedere il mondo del lavoro in un altro modo, è un diritto civile. È destinato», ha spiegato, «a chi perde il lavoro, a chi non lo raggiunge. Sono 780 euro al mese, ma varia a seconda del numero dei componenti familiari e chi ne usufruisce segue un percorso con lo Stato».
«Gli si offrono due-tre lavori, se non li accetta, perde il reddito. Le coperture», ha precisato, «si potrebbero ricavare dalle spese per gli armamenti, dal gioco d'azzardo e da una patrimoniale: ci sono persone che hanno 2-3 milioni di euro di reddito. Se gli prendi lo 0,5-l'1% a questo scopo non credo siano contrari. Discuteremo anche con la Cei...».
«NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO». «Per noi», ha aggiunto Grillo, «il principio è che nessuno deve rimanere indietro, se no vanno su le destre, i fascisti...».
Sull'avanzata della Lega si è limitato a dire: «È stata al governo, è artefice del patto di Dublino e ha investito fondi in Tanzania. La gente è confusa, andiamo sul palco e diciamo tutti la stessa cosa, ma noi abbiamo sempre fatto le cose che abbiamo detto».
DIETROFRONT SUL DIVIETO ALLA TIVÙ. Per la imminente campagna elettorale cambio di strategia: «Nelle liste per le Regionali abbiamo persone di prim'ordine. Le piazze non funzionano più. Resteremo sotto il palco, staremo a contatto con la gente. Io già faccio gli autogrill, mi sento un attivista come lo ero nel 2005-2006». E sui divieti di andare in tivù dice di preferire sempre la Rete, ma «capisco che ci sia una fetta di elettorato che si informa con i canali tradizionali. Può essere che forse abbia sbagliato io».

Speranza: «Se Grillo cambia rotta, siamo pronti al confronto»

Roberto Speranza.

Roberto Speranza, capogruppo Dem alla Camera interpellato in Transatlantico a Montecitorio, ha commentato con queste parole l'intervento del leader dei pentastellati: «Grillo cambia rotta? Se l'intervista di oggi è una vera inversione di linea e le parole del leader dei 5 stelle non sono mera propaganda, credo che il Pd debba essere pronto a confrontarsi nel merito delle questioni. Senza pregiudizi».
GRILLO REPLICA: «È IL PD CHE DEVE CAMBIARE». «Forse è il Pd che deve cambiare rotta, dritto verso la democrazia! Hic manebimus optime», ha scritto Grillo sul suo blog rispondendo a Speranza: «Non c'è nessuna inversione di linea da parte del M5s. Ciò che abbiamo detto lo abbiamo sempre fatto al contrario dei Pd. Secondo, il M5s ha sempre accolto miglioramenti sulle sue proposte».
VENDOLA D'ACCORDO. Anche il leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, ha aperto alla proposta di Grillo: «Vogliamo la Rai dei cittadini e non dei partiti o del governo? Vogliamo come in tutta Europa il reddito minimo che può essere una delle risposte contro la povertà e contro i ricatti? In parlamento c'è una maggioranza possibile. Facciamolo ora», ha scritto su Twitter.
BOSCHI APRE AL DIALOGO. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, rispondendo a chi le domandava dell'apertura di Grillo, ha risposto: «Noi siamo sempre stati aperti al dialogo con i 5 stelle, il no era sempre da parte loro. Ora noi non cambiamo idea».
M5S, VIA AL FONDO PER LE IMPRESE. Intanto il M5s ha dato il via al fondo per il microcredito finanziato anche con le eccedenze degli stipendi dei deputati e senatori eletti. Si tratta, hanno annunciato Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista presentando l'iniziativa al mercato Testaccio di Roma, di un fondo verso cui sono confluiti 10 milioni di restituzioni e altri 30 milioni circa dirottati dal fondo di garanzia per le Pmi istituito al Mise.

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