Sinibaldi 150303215258
PERSONAGGIO 4 Marzo Mar 2015 1000 04 marzo 2015

Roma, è Sinibaldi l'assessore ombra alla Cultura

Ex Lotta continua, ex bibliotecario, critico. Sostiene di leggere un libro al giorno. Da n.1 di Radio RaiTre controlla l'attività culturale di Roma. Profilo di Sinibaldi.

  • ...

Marino Sinibaldi.

Ovunque ci sia da presentare un libro lui c’è.
E siccome a Roma le presentazioni sono un evento doppio, letterario e mondano, significa che Marino Sinibaldi non è solo un nome che conta, ma il vero assessore alla Cultura del Comune della giunta guidata da Ignazio Marino, posto in realtà occupato da Giovanna Marinelli.
Assessore ombra s’intende, dato che l’ex esponente di primo piano di Lotta continua è il direttore di Radio Rai Tre.
LA LOBBY DI LC PESA. Assieme a Gad Lerner e a Luigi Manconi ha pubblicato alcuni saggi sul movimento degli studenti e la contestazione degli Anni 60 e 70, a dimostrazione di come la Lobby di Lc non abbia mai smesso di essere tale.
L’unico elemento che rende la sua ombra particolarmente lunga è la presidenza del Teatro di Roma, che gestisce strutture come il Teatro Argentina, il Teatro India e quello dei Ragazzi, attraverso i quali controlla l’attività culturale nella Capitale.
FACEVA IL BIBLIOTECARIO. Mica una cosa da poco, per uno che si vanta di leggere un libro al giorno e aver fatto il bibliotecario prima di entrare in Rai, dopo aver condotto vari programmi.
E così nella “strana” Roma di Marino, il sindaco meno amato dai romani e dal partito che lo ha indicato (il Pd ante Matteo Renzi), c'è anche la “strana storia” del vero assessore alla Cultura pagato dalla Rai.
Che tutti ossequiano e nessuno attacca.
LA SUA È MILITANZA GRATUITA. Per dire. Ciò che i romani considerano “presenzialismo”, ovvero il fatto che Marino partecipi a qualunque evento ci sia in città, il diretto interessato lo definisce “militanza gratuita”.
Il richiamo ai tempi di Lotta Continua è del tutto evidente.
E quando il Campidoglio gli ha offerto il posto di assessore alla Cultura del Comune di Roma, Sinibaldi (con grande eleganza) ha risposto che per lui «viene prima la radio».
UN BEL VANTAGGIO TATTICO. Eh già, controllare il movimento culturale della città eterna, avendo un bell’ufficio in via Asiago, storica sede della radiofonia targata Rai, senza entrare nel girone dantesco che è diventata la Giunta Marino, concede a Sinibaldi un vantaggio tattico di grande livello.

Un ruolo chiave nella vicenda del Teatro Valle

Marino Sinibaldi col sindaco di Roma Ignazio Marino.

Stando a via Asiago e non in Campidoglio, il direttore di Radio Rai Tre ha avuto la possibilità di giocare un ruolo strategico nella vicenda del Teatro Valle.
«Senza entrare nel merito di una questione così complessa come quella del teatro Valle, “Restituire il teatro alla città” o “liberare il teatro” sono i termini usati per indicare il fatto che va sgomberato. Sono delle formule da un lato lievemente eufemistiche, dall’altro un po’ ipocrite, sembrano implicare un giudizio su quello che è accaduto in questi anni che non corrisponde alla realtà: il teatro Valle è stato frequentato da dei romani, al di là delle intenzioni di chi lo ha occupato».
CERTI LUSSI SE LI PERMETTE. Insomma, l’assessore ombra alla Cultura del Comune di Roma può permettersi il lusso di salvare gli occupanti e gettare al mare i critici dell’esperienza, compresi quelli di sinistra.
Da assessore vero non avrebbe potuto farlo. Giochi della politica certo, ma anche giochi di potere. Che producono sempre un risultato concreto.
Il Teatro di Roma, guidato da Sinibaldi, è stato riconosciuto Teatro Nazionale.
LA STIMA DI MARINO. «Il riconoscimento del Teatro di Roma non solo ci inorgoglisce, ma conferma il valore dell’offerta culturale del maggiore palcoscenico cittadino, e permette al Teatro di programmare la propria attività con maggiori risorse e visibilità, nazionale e internazionale», ha dichiarato il sindaco di Roma Ignazio Marino.
«Al suo direttore Antonio Calbi e al presidente del consiglio di amministrazione Marino Sinibaldi rinnovo la stima di questa amministrazione e i migliori auguri di buon lavoro, per consegnare alle romane e ai romani una stagione teatrale che si apra ancora di più alla città, ritrovando quel rapporto con le tante realtà cittadine che è nella sua vocazione».
AGLI ALTRI I COMPITI INGRATI. Ecco, non c’è solo la presentazione di libri nel futuro di Sinibaldi, ma uno sfolgorante futuro da uomo di teatro, da imprenditore pubblico della prosa.
Un ruolo nuovo che Sinibaldi si è costruito con cura certosina, prendendo il meglio del pubblico e lasciando agli altri i compiti ingrati.
Eh sì, a volte la cultura, come la politica, offre ancora strane storie. E soprattutto, racconta di come sarà il nuovo assessore alla Cultura. Forse non solo di Roma.

Correlati

Potresti esserti perso