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DIATRIBA 6 Marzo Mar 2015 1109 06 marzo 2015

Lega, Tosi sfida l'ultimatum di Salvini

Carroccio a nervi tesi sul Veneto. Il sindaco di Verona replica al segretario: «Potrei candidarmi». Il segretario incontra Berlusconi.

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Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.

Acque sempre più agitate in casa leghista, con Matteo Salvini che ha rivolto un vero e proprio ultimatum al sindaco di Verona Flavio Tosi, sullo sfondo dell'infuocata partita per il Veneto. «Non ci sarà nessun Consiglio federale lunedì», ha tuonato il segretario del Carroccio, «per quel che riguarda il Veneto ho dato a tutti la possibilità di scegliere e ho lasciato tempo, anche troppo. La questione è chiusa, ora si parte con Zaia».
E ancora: «Ognuno fa scelte legittime, ma chiunque non sostiene Luca Zaia si mette fuori dalla Lega: in Veneto l'alternativa è fra Zaia e Moretti. Per me il capitolo beghe è chiuso».
TOSI: «PRONTO A DIMETTERMI». La replica di Tosi non si è fatta attendere ed è stata tutt'altro che conciliante: «Se il Consiglio federale non torna indietro forse mi dimetto e 'liberi tutti'. E allora potrei candidarmi a governatore». Tosi non ha nascosto che la frattura tra lui e Salvini sia vicinissima: «Se venisse portata avanti la linea del commissariamento la frattura sarebbe irreparabile. Spero che loro rivedano questa decisione presa, una decisione sbagliata». E alla domanda se possa addirittura candidarsi a governare il Veneto, il sindaco di Verona ha risposto: «Io sono stato da sempre fin troppo leale e corretto, quindi ho sempre sostenuto la candidatura di Zaia. L'ho fatto anche lunedì scorso, salvo poi essere commissariato. Ora, se ci fosse una frattura ognuno poi deciderebbe liberamente. Ma se così fosse non avremmo certo provocato noi la situazione, noi abbiamo chiesto solo un diritto scritto nell'art. 39 dello Statuto della Lega, cioè fare le liste. Se loro portano avanti questa frattura, allora ognuno può fare quel che vuole. Posso rimanere sindaco, ritirarmi in seminario o anche candidarmi a governatore».
«BASTA LITI, MA QUALCUNO IN VENETO RISPONDA». Successivamente Tosi ha frenato: «Sono d'accordo con Salvini, basta liti in Veneto. Nel mondo civile per evitare le liti hanno inventato le regole ed è sufficiente rispettarle. Sarebbe anche utile, per il rispetto delle regole, che qualcuno qui in Veneto si degnasse di incontrare i dirigenti della Liga».
MARONI: «IL CONSIGLIO È SOVRANO». Sulla questione si è fatto sentire anche Roberto Maroni, decisamente fermo sulle posizioni del proprio leader. «C'è stato un Consiglio federale che ha deliberato e il federale è sovrano nelle questioni interne alla Lega». E su Tosi: «Non credo farà l'errore di lasciare la Lega. Anzitutto per lui, perché chi si mette fuori dalla Lega non va da nessuna parte e poi perché rischia far perdere Zaia alle elezioni regionali ed è incredibile».

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