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VERSO IL VOTO 6 Marzo Mar 2015 1600 06 marzo 2015

Ncd, Alfano diviso tra Berlusconi e Renzi

Il ministro è tentato dal Cavaliere. Ma pure dal premier. Che punta a rafforzare il suo governo in vista delle regionali. Portando gli ex del Pdl nel centrosinistra.

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Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Mi si nota di più se mi alleo con Silvio Berlusconi e provo a rimettere insieme i cocci di quel che resta del centrodestra oppure mi faccio stregare dalle sirene di Matteo Renzi e chiudo l’intesa con il Partito democratico alle prossime regionali?
DUBBI SULLE ALLEANZE. Contano di più coloro che dialogano con Forza Italia in modo da evitare il ritorno di Denis Verdini, oppure pesano maggiormente i ministri del Nuovo centrodestra che di mollare la poltrona faticosamente conquistata non ne vogliono sapere? Insomma, il dubbio è se scegliere l'unità del partito o la strategia dell'ognuno per i fatti suoi.
DIVISO TRA CAV E RENZI. Senza dover attingere troppi colori dalla tavolozza della politica, il quadro che riassume i dolori di Angelino Alfano, leader di Ncd e ministro dell’Interno, sono più o meno questi. Riassumibili con la logica dell’altalena: un giorno vuole allearsi con l'ex Cavaliere, l’altro con il premier.
LE LUSINGHE DEL PREMIER. A rimettere tutto in discussione sarebbe stata una lunga chiacchierata tra Alfano e Renzi, organizzata dal presidente del Consiglio prima di volare in Russia.
«Alleatevi con noi alle regionali così risolviamo tutti i problemi», avrebbe detto il premier al suo ministro, nella convinzione che Berlusconi è al capolinea e il centrodestra è solo un puntino nel vasto quadro dello schema politico di casa nostra.
ALFANO PRENDE TEMPO. Alfano, ovviamente, non ha detto né si né no, consapevole di avere dietro di sé un partito diviso, rissoso, profondamente lacerato da faide interne per i posti di potere occupati solo dai poltronisti e personalismi esasperati che rischiano di far saltare tutto. Insomma, il titolare del Viminale sa di avere davanti a se la scelta della vita.

Il premier è preoccupato da Expo e dati economici

Alfano e il premier Matteo Renzi.

A Renzi, in fondo, le regionali interessano relativamente, avendo capito che il futuro del suo governo e la tenuta della maggioranza che lo sostiene non dipende dall’esito elettorale. Altre sono le variabili: lo scenario internazionale, i dati economici e i risultati dell’Expo prima di tutto. Questi sono i capitoli che Matteo ritiene strategici.
Certo, se Alessandra Moretti, a causa della rissa interna alla Lega Nord e alla manifesta debolezza del centrodestra dovesse vincere, magari con il sostegno di Ncd, per il premier sarebbe un bel motivo di vanto.
SCONTRO CON LA LEGA. Non a caso i segnali che arrivano dal partito di Alfano lasciano presagire uno scenario molto variegato.
«In passato siamo riusciti a stare tutti insieme nel centrodestra perché Berlusconi includeva e non escludeva, e Umberto Bossi, al contrario di Salvini, non sparava tutti i giorni contro Alfano», ha detto Nunzia De Girolamo, presidente dei deputati Ncd.
ATTACCO A SALVINI. L'ex deputato del Popolo della libertà ha poi spiegato che «se Tosi dovesse fare una scelta diversa lasciando il segretario del Carroccio, è evidente che Ncd sarebbe pronto a dialogare con lui». Quindi, De Girolamo ha aggiunto: «Non capiamo Salvini che un giorno dice che le amministrative non contano a livello nazionale, e poi dice che Ncd non va bene in Veneto perché sta con Renzi al governo. Evidentemente sta facendo un partito utilissimo per il premier, con Casapound in piazza e senza Tosi».
GRIMALDELLO TOSI. Ecco, il caso del sindaco di Verona rappresenta un altro tassello del ragionamento fra Alfano e Renzi. Se Tosi dovesse rompere definitivamente per correre da solo - magari con il pieno appoggio di Corrado Passera e del suo movimento con il sostegno di Ncd - il presidente del Consiglio potrebbe convincere il ministro a sostenere questa scelta in modo tale da portare tutti - e ciò che gli sta dietro - nell’area del centrosinistra. In pratica Alfano farebbe da calamita, mentre Renzi sarebbe il solo terminale che raccoglie i frutti.
Va detto che molto dipenderà da ciò che avverrà il 10 marzo quando la Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi su Berlusconi per il caso Ruby. Perché ancora una volta potrebbero essere i giudici a decidere alleanze e strategie.

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