Polizia_Salvini Genova
SCONTRO 7 Marzo Mar 2015 0800 07 marzo 2015

Genova, Matteo Salvini contestato dai centri sociali

Il segretario candida Edoardo Rixi alla presidenza della Regione Liguria. Gli antagonisti: «Lega fascista». 

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Matteo Salvini a Genova.

Pesante contestazione dei centri sociali contro Matteo Salvini il 7 marzo a Genova.
Gli antagonisti, più di un centinaio, sono partiti in corteo da piazza della Vittoria portando ben steso uno striscione che 'gridava' la loro rabbia contro il segretario del Carroccio: «Fuori la Lega dalla nostra città anti-fascista».
Sulla felpa l'europarlamentare aveva la scritta «Liguria».
Puntuale, alle 10,30, è entrato nel Teatro della Gioventù tra due ali di poliziotti in assetto antisommossa che lo proteggevano dall'assalto dei centri sociali.
«QUI GENOVA DEMOCRATICA». Sul pericolo fascista, commentando un tweet della candidata Pd Raffaella Paita ha detto: «Qui in teatro c'è la Genova democratica, quella che lavora e non gira col volto coperto. Gli squadristi sono fuori da questo teatro, non dentro».
«Salvini vuole liberare la Liguria. Gli ricordo che qui i fascisti hanno perso già una volta», ha scritto l'attuale assessore regionale alle Infrastrutture e alla Protezione Civile.
AVANTI CON EDOARDO RIXI. Incurante delle urla «Lega fascista», «Fascisti carogne, tornate nelle fogne» e «Via la Lega dalla città», Matteo Salvini ha incoronato Edoardo Rixi, vice segretario del partito e candidato alla presidenza della Regione Liguria, davanti a una platea di circa 500 fedelissimi.
ZAIA NON SI TOCCA. Poi Salvini è tornato sulla questione veneta: «Sono sempre dispiaciuto se c'è un leghista deluso ma sul Veneto io da ieri sono al lavoro con Luca Zaia per confermare il buon governo di questi cinque anni. Non ho più tempo per le polemiche interne, per i litigi e per le beghe. Ognuno è adulto e vaccinato».
«Luca Zaia è un patrimonio che è mio dovere tutelare e rioffrire ai veneti che sceglieranno se votare lui o la Moretti. Zaia non si tocca», ha aggiunto il leader del Carroccio.
Quando i centri sociali hanno raggiunto il Teatro della Gioventù, la zona era stata già tutta transennata e una cordone di carabinieri, poliziotti e finanzieri presidiava le strade vicine e chiudeva l'accesso a via Galata.
Gli antagonisti sono riusciti ad accendere alcuni fumogeni rossi ma sono stati tenuti lontani dall'ingresso del teatro.
L'APPOGGIO DI BERLUSCONI. Sulle note di Dolcenera di Fabrizio De André, Matteo Salvini ha preso il microfono per celebrare il suo candidato e annunciare un patto con Forza Italia per la Regione.
«Berlusconi mi ha detto che se abbiamo un candidato e un programma credibili, allora lui ci sosterrà». E sulle contestazioni ha affermato: «Ognuno è libero di manifestare come vuole, basta che non rompa le scatole a cittadini e poliziotti. Sono però stufo di fare comizi blindati, non è democrazia. Uno manifesta con le idee, non con la violenza. Questa non è contestazione ma è mezza delinquenza».

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