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NEGOZIATI 9 Marzo Mar 2015 2123 09 marzo 2015

L'Eurogruppo scuote la Grecia: tecnici ad Atene

L'Ue a Varoufakis: «Basta perdere tempo». Sì al pagamento, ma prima l'accordo. Greci monitorati in stile Troika. Tsipras cerca l'intesa politica, Merkel fa muro.

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Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis.

da Bruxelles

Più che un'Odissea è guerra di Troika quella che si sta disputando a Bruxelles intorno al programma di salvataggio della Grecia.
E anche se non sarà lunga 10 anni, il rischio è che duri comunque a per molto tempo.
A Bruxelles l'Eurogruppo del 9 marzo - il quarto nell'ultimo mese e mezzo, di cui due straordinari - è iniziato all'insegna della tensione.
«PERSE DUE SETTIMANE». Due i fronti opposti. Da una parte la Grecia che ha provato ancora una volta a trovare un accordo politico.
Dall'altra l'Eurogruppo che ha chiesto di passare alla pratica, alle cifre, all'implemantazione delle riforme.
Perché nei negoziati con la Grecia «si sono già perse due settimane di tempo in discussioni sostanzialmente inutili», ha sottolineato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, e «l'estensione degli aiuti è solo per 4 mesi».
«UNA BREVE DISCUSSIONE». Così la riunione dei 19 ministri delle Finanze dell'Eurozona si è conclusa dopo appena un paio di ore, ed è stata definita da un funzionario dell'Ue «solo una breve discussione sui problemi finanziari della Grecia e gli sforzi di riforma».
Di venire a Bruxelles per discutere del debito greco, i ministri dell'Eurozona non ne possono più.
Per questo il prossimo appuntamento sarà esclusivamente tecnico: è fissato per mercoledì 11 marzo, sempre nella capitale europea.
TECNICI INVIATI AD ATENE. A riunirsi saranno «le istituzioni» (Fmi, Bce e Commissione europea, ovvero la Troika, ndr) con i rappresentanti del governo greco, «per una conclusione rapida e di successo», ha auspicato il presidente dell'Eurogruppo.
Il negoziato continua nella capitale europea, ma «allo stesso tempo i rappresentanti saranno anche ad Atene», ha annunciato Dijsselbloem, sottolineando la necessità di una presenza dei tecnici delle 'istituzioni' sul territorio ellenico.

Niente pagamenti senza la messa in atto delle riforme

Mario Draghi e Jeroen Dijsselbloem.

Insomma non si può fare tutto a Bruxelles.
I tecnici dovranno fare qualche ispezione in Grecia: il controllo a distanza non funziona.
Ma lo sbarco della Troika ad Atene sarà uno smacco per il primo ministro ellenico Alexis Tsipras, che già in campagna elettorale aveva promesso ai greci: «La Troika è una istituzione che non riconosciamo e non metterà più piede qui».
Una promessa che il leader di Syriza non potrà mantenere, almeno per ora, perché non ci sarà alcun pagamento alla Grecia prima che ci sia «un accordo generale sulle riforme e ne sia cominciata la messa in atto», ha ribadito Djsselbloem, specificando di essere disponibile a «dividere i pagamenti in due tranche, ma prima ci deve essere l'accordo e l'implementazione».
ANCORA 7,2 MILIARDI ATTESI. Restano ancora 7,2 miliardi dall'attuale programma pronti a finire nelle casse di Atene. E per ottenere questo risultato sono necessari anche i controlli sul territorio greco, non solo gli incontri brussellesi.
Come ha sottolineato il ministro dell'Economia irlandese Michael Noonan «ora è tempo di muoversi verso il livello tecnico del negoziato, non sta ai ministri avere a che fare con le singole proposte del governo greco».
È così la fase tecnica l'unico risultato di questo quarto Eurogruppo.
TRATTARE A PAROLE NON BASTA. Il governo greco ha capito che a Bruxelles parlare non basta, soprattutto se il linguaggio non è quello diplomatico, cauto, eurocratico, ma schietto e a tratti di sfida come quello usato dal ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis. Che ha dovuto constatare come chiedere un cambio delle regole non sia così facile.

La carta del compromesso ha funzionato solo quando si è trattato di raggiungere un accordo linguistico: non parlare più di Troika ma di istituzioni, definendo il programma di salvataggio con il suo nome ufficiale Mfafa.
Ma di ottenere altri fondi senza un piano di riforme concreto non se ne parla. A chiarirlo è stato il presidente dell'Eurogruppo: «Siamo pronti a sostenere Atene sulla base del programma esistente, finora poco è stato fatto sul fronte dell'attuazione, ora il punto principale è non perdere tempo».
«SI COMINCI A LAVOARE SUBITO». All'Eurogruppo non è bastata la lettera con le sette riforme mandata il 5 marzo da Varoufakis a Dijsselbloem, che infatti il 9 marzo ha sottolineato: «Il negoziato reale ancora non è iniziato, quindi bisogna cominciare a lavorare subito».
A nulla è servita la precisazione del minisitro ellenico: «L'accordo fatto il 20 febbraio durante l'Eurogruppo non poteva essere concluso da un giorno all'altro», nè tantomeno la sua rassicuzione sul fatto che il governo greco «terrà fede a tutti i suoi obblighi nei confronti di tutti i suoi creditori».
FRUSTRAZIONE DEI MINISTRI. Fatta eccezione per Moscovici, la frustrazione per il tempo sprecato è stata manifestata da tutti i ministri.
«Il lavoro tecnico sarebbe già dovuto essere cominciato, ci si sta muovendo troppo lentamente», ha detto il ministro delle Finanze spagnolo Luis de Guindos. «Abbiamo bisogno di parlare di meno e iniziare a lavorare di più», gli ha fatto eco il ministro del Lussemburgo Gramegna.

Tsipras cerca una soluzione politica, Berlino fa muro

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.

In Grecia invece la pensano diversamente.
E dopo le proposte portate a Bruxelles, ma non ritenute sufficienti, Tsipras ha intenzione di cercare ancora una volta di riportare la discussione sul piano puramente politico.
Per questo venerdì 13 marzo alle 9 ha in programma un incontro con il presidente della Commissione europea
Jean-Claude Juncker.
SCHAEUBLE SI SFILA. Ufficialmente il tema è l'eventuale uso di fondi dell'Unione europea per affrontare la crisi umanitaria della Grecia, ma l'obiettivo è avere un aiuto per riuscire a 'sciogliere' le riserve di Berlino, che ha deciso di affidare tutto il negoziato alla Troika senza alcuna mediazione politica.
«Sulla Grecia non c'è niente di nuovo, non è successo quasi nulla dal nostro ultimo Eurogruppo, ora è soprattutto una questione per la Troika», ha sbottato il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, relegando anche la questione della lettera di Varoufakis a un «affare della Troika».
MERKEL NON RICEVE ALEXIS. Il dialogo con la Germania non funziona, almeno non tra i due minisitri delle Finanze.
E per ora non ci sono in programma incontri bilaterali tra Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel. «Il leader greco della sinistra non è attualmente nella lista degli ospiti di Berlino», ha detto la portavoce Christiane Wirtz.
L'OCSE IN AIUTO AD ATENE. Sul piano politico Tsipras si deve accontentare quindi dell'incontro con il presidente dell'esecutivo europeo, che sin dall'inizio ha svolto un ruolo di mediatore e consigliere nei confronti del nuovo primo ministro greco.
Dal punto di vista più tecnico invece, il 12 marzo a Parigi Tsipras è atteso da Angel Gurria, segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che ha già accettato di fornire assistenza tecnica nel processo di riforma della Grecia.
'GREXIT' RESTA UNO SPETTRO. Da parte sua «Atene continuerà ad aggiornare la lista delle riforme», hanno fatto sapere le autorità greche in un comunicato. Per ora dovrebbero essere tre le nuove proposte di riforma aggiunte alla lista da Varoufakis. Tutto per scongiurare la Grexit, l'uscita della Grecia dall'euro.

Twitter: @antodem

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