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MESSAGGIO 9 Marzo Mar 2015 1731 09 marzo 2015

Mattarella ai magistrati: «Corruzione altera gravemente il Paese»

Il capo di Stato cauto: «Valutare gli effetti concreti della legge sulla responsabilità civile».

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Corruzione come un cancro del Paese e cautela sulla nuova legge per la responsabilità civile dei giudici.
Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale 346 giovani magistrati in tirocinio ed è intervenuto su vari temi, spiegando in primo luogo che della nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati «andranno attentamente valutati gli effetti concreti» della sua applicazione.
«NIENTE TIMORE DELLE SANZIONI». Nel corso dell'incontro, l'ex giudice della Consulta ha detto che «seguire il modello di magistrato ispirato all'attuazione dei valori etici ordinamentali vi aiuterà ad affrontare con serenità i compiti che vi aspettano e a non lasciarvi condizionare dal timore di subire le conseguenze di eventuali azioni di responsabilità».
«DA CORRUZIONE ALTERAZIONE A PAESE». I magistrati devono impegnarsi a fondo nella «lotta alla corruzione», ha proseguito Mattarella, perché «non sarà mai abbastanza sottolineata l'alterazione grave che deriva alla vita pubblica e al sistema delle imprese dal dirottamento fraudolento di risorse verso il mondo parallelo della corruzione».
«SI RISPETTI DIGNITÀ DELLA PERSONA». Il capo di Stato ha poi voluto ricordare nel suo intervento come il magistrato debba «osservare scrupolosamente» i doveri indicati dalla legge: «imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo, equilibrio e soprattutto rispetto della dignità della persona, quest'ultimo elemento essenziale».
Mattarella ha ribadito che i cittadini chiedono ai magistrati «di rendere concreto, in tempi rapidi, il fondamentale diritto costituzionale alla giustizia, ossia al riconoscimento dei propri diritti. La certezza del diritto è elemento essenziale, sempre».
LEGNINI: «NO A EFFIMERI PROTAGONISMI». Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistrura Giovanni Legnini, da parte sua, ha sottolineato come «il magistrato deve evitare di indulgere in chiusure corporative e soprattutto si deve guardare dalle lusinghe dell'effimero protagonismo».

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