Notaio 150310175928
INTERVISTA 10 Marzo Mar 2015 1801 10 marzo 2015

Ddl concorrenza, Guglielmi: «Notai contrari»

Il governo toglie potere ai notai. Per darlo agli avvocati. «Mossa che favorisce le banche». Il presidente del consiglio notarile di Vicenza e Bassano a L43.

  • ...

Sono abituati a prendere atto di una situazione, verificando le volontà di due contraenti, e dare il loro placet. Stavolta, però, i notai non hanno alcuna intenzione di stare a guardare e limitarsi a registrare ciò che succede davanti a loro. Il 20 febbraio il Consiglio dei ministri ha licenziato il disegno di legge sulla concorrenza, che prevede la liberalizzazione della registrazione dei passaggi di immobili sotto i 100 mila euro di valore catastale.
RICORSO AGLI AVVOCATI. Per capanni a uso industriale, garage, cantine, non sarebbe più necessario il ricorso al notaio, ma basterebbe l'intervento di un avvocato e una scrittura privata. Dal pubblico ufficiale si passerebbe dunque a un soggetto a tutti gli effetti privati. E i notai non ci stanno. «Non si capisce l'utilità di una misura del genere», ha spiegato a Lettera43.it il presidente del consiglio notarile delle sezioni riunite di Vicenza e Bassano del Grappa, «si rischia di distruggere un giocattolo che funziona». Per ora, però, nessuna dichiarazione di guerra: «Chiediamo risposte e chiarimenti al governo». Perché lo scopo dell'esecutivo, per loro, non è affatto chiaro.

Vito Guglielmi, presidente del consiglio notarile di Vicenza e Bassano del Grappa.

DOMANDA. Perché siete contrari al ddl del governo?
RISPOSTA.
Viene presentato come un disegno di legge sulla concorrenza, quindi ci si aspetta anche un risparmio di massima per l'utenza. Ma così non è.
D. No?
R.
Praticamente no. Si tratta solo di spostare le competenze dai notai agli avvocati. E questi mica lavorano gratis. In più bisogna aggiungerci l'assicurazione. E questo fa pure riflettere.
D. Su cosa?
R.
Forse il fatto che il governo stesse preveda la necessità di un'assicurazione dimostra un po' di timore di non poter offrire un prodotto con le stesse certezze garantite dal notaio.
D. Cosa garantisce la qualità del servizio fornito dai notai?
R.
Una serie di controlli capillari e ispezioni biennali a cui siamo soggetti. Bisogna vedere se anche gli avvocati avranno lo stesso trattamento.
D. Ma se non c'è nessun vantaggio per il cittadino consumatore, cosa cambia con il trasferimento di competenze agli avvocati?
R.
La nostra paura è che si modifichino le regole e un sistema di sicurezza dei tratti giuridici che in Italia funziona. I nostri registri sono assolutamente affidabili. I cinesi sono venuti a informarsi per replicarlo.
D. E diversamente non potrebbero esserlo?
R.
Se immaginiamo che i registri vengano implementati non più dai 4 mila notai italiani ma da centinaia di migliaia di ulteriori professionisti diventa più difficile controllarlo e può essere meno affidabile.
D. E cosa può accadere se i registri non sono affidabili?
R.
Prendiamo l'esempio degli Stati Uniti: hanno avuto un dissesto enorme per le frodi che ci sono state in seguito alle ipoteche su case non esistenti o appartenenti ad altre persone. E anche lì si è ammesso che con un sistema come quello italiano non sarebbe mai potuto accadere.
D. Ma che logica ha allora l'intervento del governo?
R.
L'unica che sembra avere è quella di trasferire le competenze agli avvocati. Ma magari non sono nemmeno loro a beneficiarne.
D. E chi può essere?
R.
Lo stesso disegno di legge prevede l'ingresso del capitale esterno nelle società di avvocati. E questo significa banche e compagnie assicurative. E non è un caso che banche e assicurazioni si stiano organizzando per questo genere di attività. Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno già società che offrono un pacchetto casa che offre dall'intermediazione al rogito. Fino all'assicurazione.
D. Il governo però dice di voler allargare la concorrenza.
R.
E noi siamo disponibili. Ampliamo la facoltà di rogito a livello nazionale, favoriamo un'entrata massiccia di nuovi notai. Sviluppiamo la concorrenza sulle competenze, però.
D. Però c'è chi dice che le banche, col loro potere finanziario, possano concedere un servizio fortemente scontato rispetto ai prezzi attuali. Questo sarebbe un vantaggio per gli utenti.
R.
Ma si poteva discutere di aumentare la concorrenza ferme restando la competenza e la qualità. Per determinate categorie di fasce deboli si potevano valutare insieme tariffe agevolate, per esempio.
D. Poi ci sono le tasse, che pesano sul prezzo finale della prestazione del notaio.
R.
In questo nemmeno noi siamo mai stati bravi a livello di comunicazione. Probabilmente avremmo dovuto spiegare al cliente che l'importo che lasciava sulla nostra scrivania era dovuto in parte alle imposte da pagare.
D. Ridurle potrebbe essere un buon punto di partenza.
R.
Certo, anche se poi la coperta è corta. Se il governo riduce le tasse da una parte si rischia di creare un buco da un'altra.
D. Il vostro vicepresidente nazionale Gabriele Noto ha detto che non siete sul piede di guerra. Conferma?
R.
Confermo. Siamo ancora in una fase in cui cerchiamo il dialogo col governo, vogliamo capire il perché di questo progetto. Ma se non dovessero esserci risposte faremo quel che serve per tutelare la sopravvivenza della nostra categoria, che è messa in discussione.
D. Ricorrendo all'Antitrust?
R.
Al momento non è un'ipotesi, ma lo diventerebbe certamente se si verificasse una situazione in cui noi continuiamo a dover rispettare determinate regole e sottostare a certi controlli, mentre altri forniscono prestazioni simili con modalità più imprenditoriali.
D. Un ddl concorrenza che richiede l'intervento dell'Antitrust. Sarebbe un paradosso.
R.
Ha centrato il punto.

Correlati

Potresti esserti perso