Daniela Santanche Lega 150202173248
DOCUMENTO 10 Marzo Mar 2015 1520 10 marzo 2015

Forza Italia, in 18 criticano il no alle riforme

Santanchè, Rotondi e altri 16 a Berlusconi: «Voteremo contro, ma solo per lealtà nei tuoi confronti».

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Daniela Santanchè.

Forza Italia ha deciso di votare no al disegno di legge Boschi sulle riforme costituzionali approvato dalla Camera, ma 18 deputati azzurri hanno sottoscritto un documento in cui, pur confermando il voto contrario, hanno espresso forti critiche alla nuova linea del partito, che finora aveva appoggiato il provvedimento nell'ambito del cosidetto Patto del Nazareno. «Voteremo contro non per disciplina di gruppo, ma per affetto e lealtà nei tuoi confronti», è scritto nel documento rivolto al leader Silvio Berlusconi.
ROTONDI FIRMA, MA VOTA SÌ. Le firme, tra gli altri, sono quelle di Massimo Parisi, Luca D'Alessandro, Daniela Santanchè, Laura Ravetto, Monica Faenzi, Ignazio Abrigani, Luca Squeri, Basilio Catanoso, Antonio Marotta, Giovanni Mottola, Giuseppe Romele, Marco Martinelli, Carlo Sarro, Gregorio Fontana, Giorgio Lainati e Paolo Russo, assente in Aula perchè malato. Anche il deputato azzurro Gianfranco Rotondi è tra i firmatari del testo sottoscritto dai 18, ma a dispetto degli altri ha votato sì al testo e lo ha annunciato in Aula, in dissenso dal gruppo del suo partito. Solo lui ha fatto questa scelta, mentre non hanno partecipato al voto tre deputati azzurri (quattro se si considera anche l'assenza di Giancarlo Galan). Non ci sono state astensioni e solo una deputata azzurra è risultata essere in missione, Lorena Milanato.
«LE RIFORME NON SONO MOSTRUOSE». Nel testo della lettera a Berlusconi i 18 firmatari hanno scritto che le riforme «non sono mostruose», e che il cambiamento di linea ha avuto l'effetto di portare Forzare Italia su posizioni pericolosamente vicine al Movimento 5 stelle: «Ti diciamo dunque con franchezza e lealtà che non ci iscriveremo al Comitato per il No contro queste riforme». Il percorso che era stato avviato «con il cosiddetto 'patto del Nazareno'», infatti, era un percorso che «ci aveva rimesso al centro della vita politica del Paese e che ci aveva consentito di partecipare ad un processo di riscrittura della Costituzione che per la logica fisiologia della politica non poteva che avere natura 'compromissoria'».
«DEFICIT DI DEMOCRAZIA IN FORZA ITALIA». Nella gestione del gruppo alla Camera c'è un «quotidiano deficit di democrazia», hanno denunciato ancora i 18 critici, e l'esistenza stessa della lettera dimostra che «il gruppo non è né unito, né persuaso dalla linea che è stata scelta. Né riteniamo che un partito come il nostro possa subire i diktat di chi si propone di 'verificare il nostro comportamento in Parlamento'. Lo troviamo offensivo per la nostra dignità di partito e di parlamentari».

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