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RETROSCENA 10 Marzo Mar 2015 1923 10 marzo 2015

Forza Italia: Verdini e le mosse anti-Berlusconi

Fi si spacca sulle riforme. Denis vuole un gruppo autonomo. E medita lo strappo. Il documento dei 18? «Un modo per contarsi». Prima del voto in Senato.

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Denis Verdini.

Prove tecniche da parte di Denis Verdini, custode del defunto (per ora) Patto del Nazareno, per costituire gruppi autonomi alla Camera e al Senato?
L’unica cosa certa è che il 10 marzo a Montecitorio è andato in onda a scena aperta lo scontro che covava da tempo sotto la cenere: quello tra lo stesso Verdini e Silvio Berlusconi.
Che si scambiano accuse a suon di comunicati. In mezzo finisce il capogruppo Renato Brunetta.
DICIOTTO VERDINIANI IN DISSENSO. Diciotto deputati azzurri vicini al senatore (tra cui Daniela Santanché, Ignazio Abrigniani e Luca D’Alessandro) dicono: voteremo, ma “in dissenso”, contro le riforme costituzionali, e «nella conduzione del gruppo c’è quotidianamente un deficit di democrazia».
Berlusconi nel pomeriggio replica: il gruppo è stato compatto, e «chi oggi esprime le proprie perplessità avrebbe fatto meglio a farlo prima», Difende poi a spada tratta Brunetta e sottolinea: «Non siamo stati noi a rompere i patti». Destinatario del messaggio più che Matteo Renzi, proprio Verdini.
UN DOCUMENTO PER CONTARSI. Secondo i maligni, il documento dei 18 è stato un modo per iniziare a contarsi. Se poi questo serva davvero a formare gruppi di “responsabili” verdiniani in parlamento, oppure sia una minaccia usata dal potente plenipotenziario azzurro del Patto, ormai disarcionato e in lotta contro il cosiddetto cerchio magico attorno al Cav, si vedrà.
Certo è che ormai i contrasti interni non sono più tanto tra Berlusconi e l’area del ribelle Raffaele Fitto, che sta girando l’Italia con i suoi “Ricostruttori” e che ha avuto gioco facile nel dire al Cav e agli altri: «Benvenuti all’opposizione». Ora ai ribelli anti-Patto, si aggiungono quelli pro-Patto. E Forza Italia diventa una polveriera.

Fittiani e verdiniani uniti contro Brunetta, ma il Cav lo blinda

Silvio Berlusconi e Renato Brunetta.

Il fittiano Saverio Romano riassume la situazione con un tocco d’ironia: «Ci sono i primigeni, e cioè noi che per primi avevamo detto di no a Renzi; ci sono quelli che ora votano no per ripicca con il premier e poi i verdianiani della mozione degli affetti».
Ma se c’è una cosa che unisce fittiani e verdiniani è la battaglia per la destituzione di Brunetta da capogruppo. Lui con Lettera43.it fa spallucce e una battuta delle sue: «Mah! Tanti nemici, tanto onore».
I verdiniani e non solo vorrebbero sostituirlo con Elio Vito, esperto di meccanismi parlamentari. I fittiani si dice che vorrebbero invece Romano.
«DENIS CHIAMAVA PER CONVINCERCI». Il punto, però, non sembra tanto questo. Soprattutto dopo che Berlusconi ha blindato Brunetta. Quel che tiene banco è lo scontro tra Verdini e l’ex premier. Quella passata sembra sia stata la notte in cui i cellulari dei deputati azzurri hanno squillato di più. Spesso le telefonate di Berlusconi si sovrapponevano con quelle di Verdini.
Racconta sotto anonimato a Lettera43.it un deputato forzista: «Sembra che Denis abbia chiamato alcuni invitandoli a sottoscrivere il suo documento, rassicurandoli che era concordato con il Cav. Quelli invece non fidandosi hanno fatto verifiche chiamando lo stesso Berlusconi il quale avrebbe risposto: io con Denis non ho concordato nulla».
AL SENATO IL MOMENTO DELLA VERITÀ. Lo si è chiaramente capito dalla nota del tardo pomeriggio in cui il presidente di Forza Italia difende Brunetta, ma soprattutto se stesso e ricorda che tutti i passaggi sulla linea da tenere sono stati «concordati nelle sedi opportune».
Ora cosa succederà al Senato? Confida un verdiniano a Lettera43.it: «Qui abbiamo votato a favore obtorto collo e per un fatto di affetto nei confronti del presidente, a poche ore dal verdetto della Cassazione sul processo Ruby, ma al Senato si vedrà».
Ed è proprio a Palazzo Madama, dove Denis ha più di 20 senatori e la maggioranza di Renzi corre sul filo, che potrebbe essere sancito il clamoroso strappo.

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