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SCONTRO 10 Marzo Mar 2015 1115 10 marzo 2015

Pubblica amministrazione, Cgil-Cisl-Uil al governo: «Urge un confronto»

Lettera dei segretari dei tre sindacati inviata a Renzi, Padoan e Madia.

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Carmelo Barbagallo, Annamaria Furlan e Susanna Camusso.

Cgil, Cisl e Uil all'attacco del governo sulla Pubblica amministrazione.
I segretari generali dei tre sindacati, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno scritto al premier Matteo Renzi, al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e a quello della Pa Marianna Madia per chiedere all'esecutivo di «aprire subito un confronto sui processi di riforma delle amministrazioni pubbliche».
Con la lettera, quindi, i sindacati sono tornati, ancora una volta, a sottolineare l'urgenza di un confronto.
L'ultimo appello, una missiva a Madia, era stato fatto giusto nei giorni scorsi dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil.
POCHI SOLDI PER I LAVORATORI. Nella richiesta firmata dalle organizzazioni confederali, spedita nella serata di lunedì 9 marzo e resa nota solo martedì 10 dalla Cgil, i sindacati hanno fatto notare come la spesa pubblica sia «aumentata passando da 811 a 827 miliardi di euro», ma «nello stesso tempo la spesa per lavoro dipendente è diminuita di 7,8 miliardi di euro, anche per effetto della riduzione del numero dei dipendenti pubblici (meno 280 mila unità), mentre continuano a essere attivati contratti non a tempo indeterminato per la cui stabilizzazione continuano a mancare gli strumenti necessari».
NON RIDOTTI GLI SPRECHI. Insomma, hanno evidenziato, «mentre sono state adottate politiche che hanno colpito il lavoro pubblico ed i servizi, non si sono ridotti gli sprechi e le duplicazioni».
I sindacati hanno ricordato come la Pa sia oggi al centro di diversi processi di riforma, dalla Delrio al ddl Madia, passando per la scuola. A riguardo, hanno spiegato, sono state presentate «proposte che non hanno avuto fino a oggi alcuna sede di confronto».
Su questi temi, si è conclusa la lettera, le tre organizzazioni «ritengono non più rinviabile l'apertura di un confronto di merito».

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