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OPPOSIZIONE 10 Marzo Mar 2015 1756 10 marzo 2015

Riforme, Berlusconi ringrazia i deputati: «Forza Italia compatta»

Il leader azzurro dopo il no al disegno di legge Boschi: «Basta protagonismi e distinguo, sono strumentali».

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi ha ringraziato i deputati di Forza Italia che hanno votato no al disegno di legge Boschi sulle riforme costituzionali: «Il gruppo di Forza Italia alla Camera ha votato compattamente contro il disegno di legge di riforma della Costituzione proposto dal governo Renzi. Le cassandre che sui giornali descrivevano il nostro come un movimento politico lacerato, diviso in mille fazioni e pronto ad esprimersi in ordine sparso, sono state smentite dal senso di responsabilità dei nostri rappresentanti», ha detto Berlusconi.
IL CAV: «CI AVEVAMO CREDUTO». «So bene», ha continuato Berlusconi, «che non è stato un passaggio facile. Ringrazio tutti i parlamentari, i deputati e il loro capogruppo Renato Brunetta, che si è assunto il non facile compito di argomentare le nostre scelte e del quale ho condiviso l'intervento in Aula nei toni e nelle parole. Ringrazio anche i senatori e il loro capogruppo Paolo Romani, che qualche mese fa, con il loro lavoro, avevano contribuito al passaggio di un progetto a cui avevo, avevamo, fortemente creduto».
CONTRO I DISTINGUO NEL PARTITO. Per il leader di Forza Italia il partito insomma non è spaccato, anzi, «oggi si apre una nuova era di centralità per il nostro movimento politico. Mi auguro che tutti lavorino per portarla avanti con armonia, rinunciando a qualche protagonismo di troppo e a qualche distinguo dal sapore un po' strumentale», ha continuato Berlusconi, facendo riferimento al documento sottoscritto da 17 deputati azzurri che, pur votando contro il disegno di legge, hanno però criticato la nuova linea del partito e il tramonto definitivo del cosiddetto Patto del Nazareno.
PATTO DEL NAZARENO «STRADA ORMAI IMPERCORRIBILE». «A chi oggi, pur votando contro, esprime perplessità sulla linea intrapresa dal nostro partito», ha detto il Cavaliere, «ribadisco quello che più volte ho già detto: non siamo stati noi ad interrompere un percorso virtuoso di condivisione, non siamo stati noi ad anteporre gli interessi di partito a quelli del Paese, non siamo stati noi a forzare e imporre scelte che avrebbero dovuto essere concordate. Abbiamo rispettato i patti fino in fondo, altri non possono dire lo stesso. Siamo fieri del nostro lavoro e dei nostri sforzi, ma non dobbiamo avere paure, o nostalgia per una strada ormai impercorribile».

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