Silvio Berlusconi 150207194612
MAMBO 11 Marzo Mar 2015 1202 11 marzo 2015

Berlusconi assolto, ma ormai il suo ciclo è finito

Affossato dagli scandali e con il partito nel caos, il Cav non ha futuro politico.

  • ...

Silvio Berlusconi.

A Silvio Berlusconi, nel giuro di poche ore, sono toccate due emozioni diverse e intense. La prima nella tarda serata del 10 marzo, con la sentenza della Corte di Cassazione che lo assolve definitivamente dalle accuse milanesi sul Bunga-bunga.
L’altra, nelle prima ore del mattino dello stesso giorno e nella notte precedente passata al telefono per convincere i dissenzienti dalla sua linea, che l’ha visto ormai quasi isolato nel partito che esiste solo perché c’è il suo nome.
IL CAV ALLA FINE DEL SUO PERCORSO POLITICO. Il paradosso della vicenda e di queste 24 ore sta nel fatto che senza il processo di Milano Berlusconi sarebbe ancora in primissima linea, ma è anche vero che, processo a parte, Silvio non ha capito, cosa che intendono solo i grandi leader, che una stagione si stava completando.
La vicenda Ruby, così come prima quella Noemi, sono state le pietre tombali del berlusconismo. Quest’uomo senza le storie di donne e di ragazzine sarebbe stato un politico discusso e contrastato, e anche amato, ma non avrebbe conosciuto l’infamia anche internazionale.
La vita privata di Berlusconi può essere giudicata come ciascuno di noi vorrà o ha voluto fare, ma va anche detto che questa sua vita privata è stata esposta in pubblico attraverso processi che hanno ripetutamente violato la sua privacy.
Non c’è dubbio che una volta che le cose si sanno, l’opinione pubblica deve giudicare un uomo politico, ma non c’è altrettanto dubbio che un’azione penale debba avere fondamento ed essere condotta rispettosamente verso il presunto imputato.
Così non è stato per Berlusconi. A sinistra “siamo” stati in pochi a non cadere nella trappola dell’antiberlusconismo moralistico, che è altra cosa dall’antiberlusconismo politico, legittimo e, anche, direi, doveroso.
SCONFITTA LA PROCURA DI MILANO. È sembrato ai più che ciò che il voto non riusciva a fare, cioè mandare a casa il Cavaliere, potessero farlo i magistrati.
Certo, se Berlusconi fosse stato più accorto avrebbe potuto, come tanti leader sessualmente voraci, tutelarsi meglio.
Sta di fatto, però, che contro di lui c’è stato, la parola si deve dirla, accanimento. Ora dovrà affrontare altri processi. Qualcuno andrà bene qualcun altro andrà male, ma non c’è dubbio che questa sentenza della Cassazione sia una sconfitta, fra le tante, della magistratura milanese e della magistratura in generale.
Resto convinto che il ciclo di Berlusconi sarebbe finito comunque e sia ormai finito.
I buoi ( o topi, se volete) sono scappati. Mi sarebbe piaciuto di più se questo finale d’opera fosse avvenuto per un giudizio severo sulla sua attività di politico e di uomo di governo. È amaro constatare che, invece, è avvenuto per un processo che la Cassazione ha bocciato.
Credo che sia giusto difendere la magistratura. Ma bisogna anche difendenderla dai magistrati.

Correlati

Potresti esserti perso