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CARROCCIO 11 Marzo Mar 2015 1902 11 marzo 2015

Lega, Verona si divide sull'espulsione di Tosi

Il sindaco a Roma nel day after. Pd: «Una commedia all'italiana». Pdl: «Ha fatto saltare gli equilibri».

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Flavio Tosi (a sinistra) con il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

La defenestrazione dalla Lega l'ha raggiunto quand'era a Roma.
Il day after, dopo 25 anni di «onorato servizio» nel Carroccio, Flavio Tosi l'ha vissuto al riparo dell'Arena, nella città dove ha costruito come sindaco la sua fortuna politica. E Verona, quasi come dopo il derby di calcio, si divide nei giudizi su Tosi e l'esito del duello con Milano.
PDL: «HA FATTO COME SALVINI». «Chi di spada ferisce, di spada perisce...», ha sentenziato il senatore pidiellino Stefano Bertacco, che in una lettera aperta ha rinfacciato a Tosi «di essersi comportato come Salvini con lui. Ha fatto saltare tutti gli equilibri», ricorda riferendosi alle ultime amministrative a Verona, «ha estromesso gli altri partiti. L'ultimatum era stato 'o con me o contro di me'. O in lista Tosi o nelle altre civiche volute da lui, oppure fuori dai piedi». Altri hanno letto l'esito del braccio di ferro con Salvini come «una resa dei conti».
PD: «UNA COMMEDIA ALL'ITALIANA». «È andata avanti una sorta di commedia all'italiana», ha commentato il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Michele Bertucco, che fu sfidante di Tosi nelle elezioni del 2012. «Era evidente da tempo che Tosi voleva uscire dalla Lega e con Salvini la sua presenza era ingombrante. Diciamo che hanno riempito per giorni le prime pagine dei giornali. Un obiettivo più da campagna elettorale», conclude.
IL BRACCIO DESTRO: «FUORI A TESTA ALTA». Sulle barricate 'tosiane' i fedelissimi del sindaco, come Fabio Venturi, suo braccio destro nella Fondazione 'Ricostruiamo il Paese. «Cacciati a testa alta», ha commentato Venturi. «Orgogliosamente leali, corretti e coerenti. Abbiamo difeso la nostra dignità. Qualcuno adesso si vergogni. Siamo donne e uomini liberi».
Molto distante invece un ex 'tosiano', Paolo Paternoster, tuttora segretario provinciale della Lega a Verona, nominato da Tosi ai vertici della multiutility comunale.
NESSUN COMUNICATO DELLA LEGA VERONESE. La sera del 10 marzo, mentre giungevano le prime notizie sulla cacciata di Tosi dal Carroccio, la Lega di Verona in un comunicatio annunciava l'annullamento della conferenza stampa organizzata dai Giovani Padani per presentare proprio il libro 'Salvini&Salviniì. Questo per l'assenza dell'autore, Roberto Poletti. Mentre su Tosi niente.
Elena Traverso, 'pasionaria' del Pdl veronese, ha scritto invece sui social questo epitaffio sulla conclusione dell'affaire-Tosi: «Non si gode delle disgrazie altrui. Ma Flavio Tosi ha fatto delle espulsioni in Veneto un suo cavallo di battaglia. E delle epurazioni in Comune una linea politica. Interessante che ora si atteggi a martire. E' proprio corta la memoria dei piccoli uomini».

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