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INTERVISTA 11 Marzo Mar 2015 1558 11 marzo 2015

Orsina: Berlusconi e Forza Italia sono senza via d'uscita

Il Cav festeggia l'assoluzione. «Lui è come l'Alzheimer, si spegne poco a poco», dice lo storico Orsina. «Ha altri guai giudiziari. È schiacciato da Renzi e Salvini».

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Le parole riportate dai fedelissimi, dopo il sollievo dell'assoluzione per il processo Ruby, sono le stesse di sempre: «Torno in campo per un'Italia migliore. La sentenza sana le fratture di Forza Italia, uniti vinciamo».
Ma Berlusconi quello di sempre non lo è davvero più.
Giovanni Orsina, docente dell'università Luiss e tra i pochi ad aver analizzato il fenomeno del berlusconismo in un'ottica storica, è lapidario: «Non è più forte di ieri, è semplicemente più forte di come sarebbe oggi se lo avessero condannato», dice a Lettera43.it.
«È SOLO UN PACCHETTO DI VOTI». Altro che salvezza. La fine politica dell'ex Cavaliere, secondo Orsina - uno che da Berlusconi era rimasto affascinato - è destinata a essere una lunga agonia.
«Può anche tornare a fare qualche iniziativa, ma ha due problemi», spiega il professore. «Il primo è che i suoi guai giudiziari non sono affatto finiti. C'è il processo Ruby Ter, la compravendita dei senatori... E il secondo è che la sua posizione politica non c'è. Ormai conta solo perché controlla un pacchetto di voti parlamentari».

Lo storico Giovanni Orsina insegna all'Università Luiss di Roma.

DOMANDA. Ma li controlla davvero quei voti o li controlla per ora?
RISPOSTA. Appunto, la domanda è corretta: li controlla davvero? Di certo li controlla solo fino a fine legislatura. E li controlla solo se li usa contro Renzi. Che già di per sé è una posizione molto debole.
D. Lei una volta ha detto che Berlusconi era in coma: il coma continua?
R
. Sì, è come l'Alzheimer, una malattia degenerativa che cresce piano piano fino alla fine. Berlusconi non è più forte di ieri, è semplicemente più forte di come sarebbe se l'avessero condannato. Che è un'altra cosa.
D. Secondo Giuliano Ferrara Forza Italia scomparirà: è d'accordo?
R.
Possibile. Io 15-20 anni fa, quando mi sono avvicinato a questo movimento, credevo che Fi si potesse istituzionalizzare. Ma era un'illusione. Se una cosa nasce quadrata, non muore tonda. E se uno nasce con il berlusconismo, muore berlusconiano.
D. Pensa che l'elettorato di Berlusconi, per come lei lo conosce, possa riversarsi sulla Lega?
R. Soltanto una parte. È vero che è un elettorato arrabbiato, sensibile alle sirene del populismo. Ma è fatto soprattutto di casalinghe, professionisti, piccoli imprenditori: gente che vuole stabilità.
D. Se non votano Lega, chi votano? Alfano?
R.
Alfano può andare bene a chi difende il governo Renzi, ma non vota Pd. E quanti sono? Il 4%? E lo stesso problema hanno in Forza Italia. È come la Gallia ai tempi dell'impero romano. Ci sono i verdiniani che sono nell'orbita di Renzi. I fittiani anti renziani, ma moderati. E poi c'è la terza componente che guarda alla Lega. In ogni caso sono perdenti.
D. Molti credono che il Cav continuerà con l'opposizione a Renzi fino alle elezioni di maggio, magari stringendo un patto elettorale con la Lega, e poi tornerà a ricucire il Patto del Nazareno...
R. Può anche essere. Il Patto del Nazareno può essere letto sotto diverse lenti. Una è quella aziendale, per cui Berlusconi avrebbe assicurato a Renzi di non disturbarlo politicamente, in cambio di non essere disturbato sui suoi interessi economici. La letteratura su questo è ampia: la manina sulle norme fiscali, il decreto sulle frequenze... Io penso che qualcosa conti.
D. Ma?
R. Ma penso che conti anche la componente di natura personale. E cioè con quale capitolo Berlusconi vorrebbe si chiudesse la sua biografia? Con il Bunga bunga o con la riscrittura delle regole insieme a Renzi e una fine da statista?
D. Ma intanto anche se non le vota passano quelle che ha voluto lui. Renzi finora non ha accettato i cambiamenti richiesti dalla minoranza Dem, è stato in qualche modo fedele alla linea.
R. Renzi gioca su 1000 tavoli e costruisce alleanze volanti, ma rispetto a quella con Berlusconi sono fragili nel medio periodo. Il problema è che l'Italicum è una legge che polarizza lo scenario politico. E se passa come si presenta Berlusconi alle elezioni?
D. Quindi lei dice che potrebbe esserci una fase elettorale, poi la ricucitura del patto e poi di nuovo uno strappo: Berlusconi sta condannando Forza Italia a un sussulto continuo?
R. Potrebbe essere. Oppure decide veramente di fare opposizione a Renzi.
D. E allora si condanna a chiudere la biografia con il Bunga bunga?
R. Ma almeno verrebbe ricordato per la fase di opposizione. La verità è che non c'è una via d'uscita.
D. Insomma, è in trappola?
R. Sì, lo è. Ma perché è lui, il leader, che non funziona più. Dovrebbe ascoltare Fitto e aprire il partito a un 40enne anche non bravo come lui, ma almeno che porti qualcosa di nuovo.
D. E lei pensa che Fitto possa essere quel leader?
R. La leadership è difficile da prevedere. Di sicuro i leader non si benedicono dall'alto. Fino a otto mesi fa chi avrebbe scommesso su Matteo Salvini? E invece lui si è messo sotto, ha accettato di dormire cinque ore per notte e di passare le altre 19 in tivù. I calciatori si vedono in partita.

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