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CARROCCIO 11 Marzo Mar 2015 1551 11 marzo 2015

Tosi: «Salvini è il dittatore della Lega»

All'indomani dell'espulsione prosegue lo scontro con Salvini. Il sindaco: «Candidarmi? Ci penso».

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Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario nazionale della Liga.

A nemmeno 24 ore dalla cacciata di Flavio Tosi dalla Lega Nord, lo scontro tra il sindaco di Verona e Matteo Salvini assume toni sempre più aspri. «Resto convinto che il motivo (dell'espulsione, ndr) fosse altro», ha spiegato Tosi in conferenza stampa, «secondo me Salvini voleva il controllo dittatoriale della Lega Nord e di questo si assume la responsabilità».
«TENSIONI PESANTISSIME». La «sua decisione», ha proseguito, «crea tensioni interne pesantissime nella Liga veneta. A ridosso delle elezioni regionali, con il rischio di dividere il centrodestra e avvantaggiare gli avversari». E, se fa tutto questo, «è solo per cacciare me e per lo scopo di costruire una Lega con un uomo solo al comando». E ancora: «Visto che le decisioni le ha prese il segretario federale, la delusione sui comportamenti anche umani è nei confronti del segretario federale».
«CANDIDARMI? CI STO PENSANDO». Tosi, tuttavia, non ha voluto sciogliere le riserve sulla sua candiatura. «Ci sto pensando, ora bisogna ragionare a mente fredda». «È chiaro che se alle regionali si va divisi, si agevola chiunque altro sia un competitore», aveva già spiegato il sindaco in un'intervista rilasciata ad Agorà.
SALVINI: «NON RISPONDO A CHI INSULTA». Salvini ha però evitato di alimentare le polemiche: «Non rispondo a chi insulta», si è limitato a dire a Radio Padania. «Non stiamo a piangerci addosso» per quanto accaduto in Veneto.
ULTIMA CHANCE FALLITA. Ora che la vicenda si è risolta, con l'annuncio del leader che il sindaco di Verona è fuori dalla Lega, emergono nuovi particolari dai sostenitori veneti del segretario federale sui retroscena della giornata convulsa. I fedelissimi di Salvini sapevano che già intorno alle 20 il segretario avrebbe dato l'annuncio della cacciata di Tosi, ma poi si è preferito attendere per vedere se l'intervista concessa del sindaco ribelle a Lilli Gruber su La7 contenesse aperture soddisfacenti a ricomporre la querelle.
MAIL ACCOLTA CON UNA RISATA. Salvini, hanno confidato fonti venete a lui vicine, aveva reagito con una risata ironica quando Tosi alle 12 aveva inviato una mail dettando le sue condizioni per la pace. Mail peraltro non indirizzata al segretario federale, ma a uno dei pontieri, si vocifera Giancarlo Giorgetti. Un testo che via Bellerio ha giudicato irricevibile, poiché Tosi accettava di non presentare la sua lista a patto che facesse altrettanto il candidato governatore del Veneto Luca Zaia. In più il sindaco di Verona imponeva tra le condizioni la cancellazione del commissario Giampaolo Dozzo, nominato proprio da Salvini per gestire le elezioni regionali.

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