Denis Verdini Legge 140117182006
POLITICA 12 Marzo Mar 2015 2200 12 marzo 2015

Forza Italia 2.0, gelo tra Berlusconi e Verdini

Il senatore chiede il ritorno al Nazareno. E la testa del Cerchio magico. È gelo al vertice.

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Denis Verdini e l'ex premier Silvio Berlusconi in Senato.

Nodo alla gola o sentiero «obbligato». Sul destino del patto del Nazareno si gioca il futuro di Forza Italia e non a caso il dialogo con il governo è stato il tema portante dell'incontro tra un Silvio Berlusconi rinfrancato dall'assoluzione sul caso Ruby e i due 'kingmaker' del Patto, Gianni Letta e Denis Verdini.
Un vertice freddo e lungo due ore che però ha certificato la distanza di posizioni con le parti che avrebbero deciso di rinviare la questione a dopo le Regionali.
VERDINI CHIEDE LA TESTA DEL 'CERCHIO MAGICO'. In ballo c'era non solo il dissenso delle colombe dopo la svolta di Fi sul ddl Boschi ma anche un malcontento più generale e diffuso con Verdini che sarebbe arrivato infatti a chiedere la 'testa' del 'cerchio magico' e il ritorno ad una reale leadership del partito da parte dell'ex Cavaliere.
Quello del senatore toscano sarebe infatti stato un pressing a tutto tondo - il giorno dopo la festa azzurra a Palazzo Grazioli - nei confronti dell'ex capo del governo in una riunione dalla quale sono stati esclusi tutti gli altri 'big' del partito.
I VANTAGGI DEL RITORNO DI FI A UN RUOLO 'COSTITUENTE'. Paletti, quelli posti da Verdini, che includerebbero uno stop alla centralità di Maria Rosaria Rossi (ai minimi i rapporti tra i due) all'interno di Fi e un ritorno al dialogo con il premier Matteo Renzi sulle riforme. Isolarsi e azzerare il dialogo con Palazzo Chigi, ora che non c'è più la spada di Damocle giudiziaria del caso Ruby, è controproducente, è stato il messaggio lanciato da Verdini, che non avrebbe mancato di citare alcuni dei vantaggi derivanti dal ritorno di Fi ad un ruolo 'costituente'. Incluso il diverso atteggiamento che il governo potrebbe adottare su una futura modifica della legge Severino.
IL CAV NON CONCEDE APERTURE. Ma le parole di Verdini non hanno convinto il leader di Fi. Chiedere la testa del 'cerchio magico' significa disconoscere le mie scelte, sarebbe stata la dura replica di Berlusconi nel corso della riunione. E anche sul ritorno al dialogo, nonostante il rischio di una scissione preannunciato dal documento dei 17 'filo-Nazareno', l'ex capo del governo sarebbe stato tutt'altro che convinto.
Troppo poca è infatti la fiducia nel suo interlocutore Renzi, politico abile ma che fa seguire ben pochi fatti ai suoi annunci, come ha ammesso lo stesso ex Cavaliere incontrando a pranzo il presidente del Ppe Joseph Daul. Una scarsa fiducia che, di fatto, si traduce nel timore che il premier, una volta incassato l'Italicum, voglia tornare subito alle urne.
L'AGENDA DI B: PRIMA LE REGIONALI POI FI 2.0. Anche per questo, alla fine, si sarebbe optato per rinviare il nodo del Patto del Nazareno a dopo le Regionali, rispetto alle quali, almeno sulla sponda Veneto, Berlusconi non ha cambiato idea: a chi gli presentava un sondaggio con Fi al 7%, l'ex premier avrebbe risposto di preferire un simile esito, ma in alleanza con un partito vincente, piuttosto che una percentuale maggiore perdendo da soli.
È sulle Regionali - utilizzando appieno la sua libertà dopo la sentenza di fine pena del tribunale di sorveglianza di Milano - che Berlusconi vuole ora concentrarsi per poi puntare al rinnovamento di un partito, di fatto, diviso in tre tronconi.
LO STRAPPO COI FITTIANI TUTT'ALTRO CHE RICOMPOSTO. Perché se i 'verdiniani', oggi, sono piuttosto lontani dal leader azzurro, lo sono ancor di più i Ricostruttori di Raffaele Fitto. L'11 marzo, l'ex governatore della Puglia si è congratulato con il premier in una telefonata che non è andata oltre i formalismi.
Sintomo che - come sottolineato da un 'ricostruttore' - dopo la 'sbornia' dell'assoluzione, la ferita che divide i fittiani e Berlusconi non si è affatto rimarginata.

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