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CRITICA 12 Marzo Mar 2015 1056 12 marzo 2015

Ruby, Avvenire: «Assoluzione non cancella rilievo morale»

Il quotidiano della Cei gela Berlusconi. E Galantino: «Il discorso morale è diverso». Anm: «No a responsabilità civile».

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Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Assolto dai tribunali, ma non dai vescovi. Fa ancora parlare di sé la sentenza sul caso Ruby che ha visto Silvio Berlusconi uscire indenne dal terzo grado di giudizio.
A far sentire la sua voce è stato infatti proprio il quotidiano della Cei: «C'è molto da riflettere su come è stato imbastito il processo e sulle sue conseguenze, ma l'esito penale favorevole a Berlusconi non cancella il rilievo istituzionale e morale del caso», ha scritto il direttore Marco Tarquinio.
«POCO DA RIDERE». Rispondendo alle lettere dei lettori, il direttore del giornale cattolico ha sottolineato: «Anche solo per il fatto che un simile processo sia stato possibile, è evidente che un'assoluzione con le motivazioni finora conosciute non coincide con un diploma di benemerenza politica e di approvazione morale». Sottolineando che nelle lettere giunte al giornale ci sono «pensieri conditi da risate», il direttore di Avvenire ha inoltre aggiunto: «Credo che in realtà ci sia poco da ridere».
GALANTINO: «POSIZIONE DA SOSTENERE». «Avvenire ha preso una posizione coraggiosa che va sostenuta e confermata», ha rilanciato il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino. Parlando a margine di un convegno sul servizio civile, lo stesso Galantino ha aggiunto che la questione non riguarda «solo Berlusconi. Tutte le volte in cui c'è una assoluzione bisogna andare a leggere le motivazioni. Ma il dettato legislativo arriva fino a un certo punto, il discorso morale è un altro».

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