La villa del Bunga bunga
SPIRITO ASPRO 13 Marzo Mar 2015 1701 13 marzo 2015

Poveri noi, persi tra Silvio lo zozzo e Enzo il cornuto

Finisce un ciclo italico: dalla lettera di Veronica a quella di un misterioso tradito.

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La residenza del premier Silvio Berlusconi ad Arcore, villa San Martino, sarebbe stata luogo di feste a sfondo sessuale.

Ci sono cose che ti spingono a pensare che la storia del tempo circolare non sia poi una cazzata.
Ma in Italia, dove nessuna ciambella esce mai col buco, nessuna ciclicità temporale può essere perfettamente circolare. Al massimo ci scappa un'ellisse bozzuta e slabbrata: il serpente prova a mordersi la coda ma non la acchiappa saldamente, e la fine non coincide mai esattamente col principio.
UN CICLO APERTO DA VERONICA. Il ciclo di cui vogliamo parlare, durato otto anni (otto numerologicamente indica l'infinito, teniamone conto), inizia e finisce con la lettera di un coniuge tradito pubblicata da un grande quotidiano; ma l'eterno ritorno all'italiana è leggermente sfalsato, e così, mentre la prima lettera era apparsa sulla Repubblica, la seconda è uscita il 13 marzo sul Corriere della Sera. Il genere degli autori combacia con quello dei nomi delle testate: una moglie sulla «femminile» Repubblica, un marito sul «maschile» Corriere.
La prima lettera, firmata Veronica Lario, era il famoso grido di dolore contro le «bagattelle» berlusconiane che aprì la saga erotico-giudiziaria più famosa e seguita del mondo.
Per anni, settimana dopo settimana, inchiesta dopo inchiesta, i magistrati e i giornalisti dipingevano la nuova attrazione turistica italiana: la Cappella Silvina, pullulante di bagasce e faccendieri, papponi ed entraîneuse, imputati e deputate.
SILVIO E LE SUE PENSIONATE 24ENNI. Al centro lui, un Padreterno michelangiolesco avvolto nei milioni, che con l'onnipotente ditone proteso miracola Eva nelle sue molteplici ma sempre giovani e tornite forme: Noemi, Patty, Sabina, Marysthell, Nicole, Ruby…
Per Emilio Fede no, niente miracoli, come ha raccontato in lacrime lui stesso sera a Lettera43.it e a Servizio Pubblico.
Nell'iniquo sex-welfare del Cavaliere vale l'opposto della riforma Fornero: le donne a 24 anni hanno diritto a una pensione e al trattamento di fine-rapporti, gli uomini di 80 e passa dovrebbero continuare a servire fedelmente il padrone, non piagnucolare e minacciare il suicidio in questa o quella trasmissione o ricattare i dirigenti Mediaset con goffi fotomontaggi.

Silvio come Strauss-Kahn: essere zozzoni non è reato

La lettera dell'uomo tradito alla moglie sul Corriere della Sera.

Ma torniamo al nostro italico tempo-cobra che non riesce a mordersi la coda perché, come cantava Rettore, non è un serpente. La sentenza della Cassazione che ha confermato l'assoluzione di Berlusconi ha dato l'ultima pennellata all'affresco di cui sopra e l'ha consegnato ai visitatori e agli storici.
Il Papi Silvio (curiosamente, l'unico Silvio che diventò papa di cognome faceva Piccolomini. Chissà se portava anche lui pantofole col rialzo), gaudente e puttaniere ma senza colpa, è stato assolto, proprio come prosciolto sarà il suo omologo francese Strauss Kahn.
ENZO: CORNUTO FINTO O VERO CUCKOLD. Essere zozzoni al di qua o al di là delle Alpi non è reato, anche se non rappresenta la miglior credenziale per un premier o un presidente della Repubblica. A Silvio restano i peccati: di imprudenza, ingordigia, cattivo gusto: (la statuetta di Priapo, le olgettine travestite da Obama e Boccassini…)
E il cattivo gusto ci porta alla coda del cobra, la misteriosa lettera del tradito Enzo sul Corsera. Col passare dei minuti la missiva assume sempre più i contorni della bufala, animale peraltro fornito di corna proprio come il suo presunto autore. Che enumera le scappatelle della moglie dal manzoniano nome di Lucia (e le somiglianze finiscono qui), con vari innominati tipo il personal trainer, il collega, l'amico, l'avvocato.
Se la lettera, come pare sempre più improbabile, è vera, siamo di fronte a un conclamato caso di cuckoldismo - il cuckold è un marito che gode come un pazzo a favorire, spiare e magari divulgare le gesta erotiche della propria compagna con terzi.
AL CORSERA UN MESSAGGIO IN CODICE SU RCS LIBRI? Il cuckold più tristemente famoso fu il marchese Camillo Casati Stampa che si uccise dopo aver trucidato la moglie e il giovane «bull» di cui si era innamorata (tra le sue proprietà, la famosa villa di Arcore, teatro delle cene eleganti, che dopo il delitto fu comprata da Silvio Berlusconi a prezzo stracciato.)
Se Enzo e Lucia non esistono, aspettiamo da un momento all'altro di conoscere cosa si vuole pubblicizzare con il finto sfogo di un livoroso grattasoffitti: il nuovo Cornetto? Una web-serie sull'infedeltà? L'agenzia di investigazioni "Ham on Eye", specializzata nel togliere il prosciutto dagli occhi?
En passant, osiamo azzardare un'altra ipotesi: la lettera è un messaggio in codice. In ballo non ci sono Lucia Porcella e Renzo Traditino, ma le mire di Mondadori sul colosso diretto da Paolo Mieli. Quindi il problema non è se il serpente si mangia o no la coda, ma se il Biscione si mangia o no Rcs.
Nota bene che l'appello firmato dagli autori Rizzoli è stato presentato dallo stesso Corriere col titolo: «Questo matrimonio non s'ha da fare».
Chi sarà don Rodrigo?

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