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POLITICA 13 Marzo Mar 2015 1622 13 marzo 2015

Salvini: «Se vinciamo nelle regioni rosse, Renzi a casa»

Il segretario della Lega: «Tosi? Eravamo amici. Con Berlusconi leader si torna indietro».

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Flavio Tosi (a sinistra) con il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

Matteo Salvini a ruota libera ai microfoni de La Zanzara su Radio24. A partire dalle conseguenze politiche che, secondo lui, un'eventuale vittoria della Lega Nord alle prossime elezioni regionali dovrebbe avere: «Se vinciamo in una qualunque delle regioni super-rosse, c'è qualcuno a Palazzo Chigi che il giorno dopo dovrebbe dimettersi e tornare al voto», ha detto Salvini, spiegando che il suo partito «punta a vincere in Liguria e Toscana, oltre che in Veneto».
«BERLUSCONI IMPORTANTE, MA IO GUARDO AVANTI». A proposito della leadership nel centrodestra, nonostante l'assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo Ruby, secondo Salvini scegliere ancora l'ex Cavaliere «sarebbe come tornare indietro. Berlusconi può essere ancora importantissimo, ma io guardo avanti».
«TOSI? ERAVAMO AMICI». Quanto all'espulsione di Flavio Tosi dal Carroccio, Salvini ha detto che se il sindaco di Verona si candidasse in Veneto contro Zaia arriverebbe «al massimo al 7%. La Moretti al 30. Zaia non perderà mai, è un'ipotesi irrealizzabile, come la Juventus che perde lo scudetto. In Veneto c'è gente di sinistra che pur di non votare la Moretti voterebbe chiunque», ha aggiunto. Con Tosi, ha raccontato il segretario, «eravamo amici, ora mi dice di tutto. Con lui ho finito le guance da porgere, me ne farò una ragione. La Lega non è un tram da cui sali e scendi, lui voleva prendere il posto di Zaia o condizionarlo. Ha scelto un'altra formazione politica, non porto rancore. Auguri».
«LA SUA ASSOCIAZIONE CONTRO LA LEGA». Il sindaco di Verona ha più volte accusato Salvini di aver rotto un patto che sarebbe stato siglato alla presenza del governatore Roberto Maroni, e che prevedeva Tosi candidato alle eventuali primarie del centrodestra, Salvini segretario del partito. Salvini però ha smentito: «Il patto? Non esisteva. Due anni fa si era detto: tu fai il segretario, io il leader di centrodestra. Il mondo cambia. Non siamo mica andati dal notaio, una cosa assolutamente informale. La fondazione di Tosi non fa cultura, non è l'Avis. Fino a un anno fa non faceva politica, adesso in diversi comuni i suoi si candidano contro la Lega. Non è normale».

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