Maurizio Landini 141122075555
POLITICA 14 Marzo Mar 2015 1400 14 marzo 2015

Landini: «Il Pd distrugge i diritti»

Il leader della Fiom lancia la «coalizione sociale». All'evento Emergency, Libera, Arci, Giustizia e libertà, Articolo 21. Speranza: «Le sue urla in tivù non servono».

  • ...

Maurizio Landini.

Il leader della Fiom Maurizio Landini ha lanciato a Roma, nella sede del sindacato, «una coalizione sociale» alternativa alle politiche del governo di Matteo Renzi.
E ha replicato a muso duro alle parole del capogruppo dem Roberto Speranza, che lo aveva criticato per essere espressione di «una sinistra massimalista che urla».
Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini ha invece affermato: «Non capisco bene in che cosa consista la proposta di Landini però ciò che mi sembra abbastanza evidente è che si conferma che l'opposizione di questi mesi era più politica che sindacale».
LANDINI ALL'ATTACCO. «Vorrei ricordare che una parte del Pd ha votato per la cancellazione e dello statuto dei lavoratori. Quindi si può fare peggio di chi urla», ha detto il leader delle tute blu durante la conferenza di corso Trieste a Roma nella quale ha convocato simpatizzanti e iscritti alla Fiom per presentare il suo progetto.
Alla 'chiamata' di Landini hanno risposto membri di diverse associazioni da Arci a Giustizia e Libertà, da Libera ad Articolo 21 e singoli membri di altre reti sociali.
«IL SINDACATO SI DEVE RINNOVARE». «Oggi c'è stato un importante avvio di discussione con una presenza molto più ampia del previsto. C'è stata la conferma della disponibilità a costruire la coalizione sociale nel rispetto della Costituzione», ha detto ricordando la manifestazione in agenda il 28 marzo.
Per il segretario Fiom, «l'elemento di novità è che questa azione mette al centro come si realizzano i diritti dei cittadini, a partire dal diritto al lavoro». Ed è proprio la difesa dei diritti di tutti che la 'coalizione sociale' si pone come obiettivo. Landini, poi, ha ribadito la necessità di «rinnovare il sindacato per evitare la cancellazione»: il governo Renzi, ha proseguito, «non ha mai avuto un voto per cancellare lo statuto e i diritti, questo voto non glielo ha dato nessuno»
«LA POLITICA NON È PROPRIETÀ PRIVATA». «La politica non è proprietà privata» aveva scritto in grassetto nella lettera di invito inviata alle associazioni.
«Questo convincimento deriva dalla nostra Costituzione che promuove esplicitamente la partecipazione alla vita pubblica e sostanzia la democrazia con la centralità della cittadinanza», è quanto sottolineato da Landini nella sua missiva. «Le politiche della Commissione Ue e della troika, anche in Italia mettono in discussione la democrazia».
«NON È IL BATTESIMO DI UN NUOVO PARTITO». «Chi pensa sia iniziata una fase preparoria per la nascita di un nuovo partito sbaglia. E se ne vada a casa», ha detto il leader delle tute blu, aprendo l'incontro nella sede nazionale del suo sindacato.
«Non siamo venuti qui», ha confermato il giurista Gianni Ferrara, lasciando la riunione», per fondarte un nuovo partito. «Su questo Landini è stato chiarissimo: ha invitato a uscire e andarsene a casa chi invece volesse farlo». Ferrara ha insistito sulla prospettiva comune proposta da Landini qualficandola come «coalizione sociale, aperta a chiunque voglia farne parte».
«SUPERARE LE DIVISIONI PER UNA VISIONE NUOVA DEL LAVORO». Una coalizione sociale che nasce, ha ribadito ancora Landini, da una certezza, «che la politica non è proprietà privata» e da due assunti, «la fine del lavoro» e quello secondo cui «la società non esiste, esistono solo gli individui e il potere che li governa» con cui è stato creato «lo spettro di un futuro già presente con cui siamo chiamati a fare i conti in tutta Europa» e che sta scatenando «una guerra tra poveri».
Dunque «serve superare le divisioni, il frazionamento, le solitudini collettive e individuali e coalizzarsi insieme».
È questo, «lo spirito innovativo» su cui si fonderà la nuova coalizione sociale, «indipendente e autonoma», ha puntualizzato ancora, per la quale, sabato, potrà già essere possibile «individuare punti di programma condivisi» per una «visione nuova del lavoro, della cittadinanza, del welfare e della società».
Presenti anche rappresentanti di alcune categorie professionali come avvocati, farmacisti e dottorandi di ricerca. E non manca la partecipazione di un rappresentante politico vero e proprio, impersonato dalla senatrice ex M5s Maria Mussini.

Correlati

Potresti esserti perso