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POLITICA 14 Marzo Mar 2015 1240 14 marzo 2015

Pd, Speranza: «No a scissioni e urla di Landini»

La minoranza dem bacchetta il leader Fiom. Ma Bersani avverte: «Senza modifiche l'Italicum non lo voto».

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Pier Luigi Bersani (a sinistra) con Roberto Speranza all'incontro dall'area riformista della minoranza Pd a Bologna.

Prove tecniche di convivenza. Roberto Speranza cancella la parola «scissione» dal vocabolario della minoranza dem e bacchetta Maurizio Landini perché la soluzione «non è nelle sue urla televisive».
Nella riunione degli esponenti dell'area riformista del Pd l'attuale il capogruppo alla Camera ha tracciato le line guida della sinistra nel partito. «La soluzione a questo sistema politico», ha detto, «non può essere una nuova sinistra antagonista che nasce dalle urla televisive di Landini, ma la soluzione è avere più sinistra nel Pd e nella nostra azione di governo. La parola scissione non esiste, non fa parte del vocabolario del Pd».
«NON SERVE UN PD UNICO O DEI SIGNORSÌ». L'area che si è riunita oggi sotto le Due Torri sarà il 21 marzo a Roma, per «affermare in un campo largo che una sinistra nel Pd è indispensabile», continua Speranza, precisando che «l'alternativa nel Pd si costruisce con un profilo riformista e non con una scelta identitaria che non ci porta da nessuna parte». Nel Pd «non serve un partito unico e non servono i signor sì», manda a dire il capogruppo.
«Noi decidiamo di dire sì o no sulla base delle idee, mai e neanche per un istante sulla base delle poltrone che occupiamo o dei posti che aspettiamo, è inaccettabile».
«SÌ AI MATRIMONI GAY». «Io sono personalmente convinto che sia il tempo dei matrimoni gay anche in Italia», ha pi detto Speranza. «È una mia posizione personale, su questo voglio confrontarmi nel Pd e nel parlamento. Quello che è inaccettabile è che l'Italia sia uno dei pochi Paesi d'Europa in cui non c'è ancora una legge sui diritti civili», ha ggiunto.
Quanto alle registrazioni dei matrimoni gay contratti all'estero portata avanti da alcuni sindaci, tra i quali quello di Bologna, Speranza ha detto di capire «le posizioni di questi sindaci e ritengo che il loro sia un messaggio politico. Ma il parlamento deve fare delle leggi. Non possiamo lasciare il Tar ad occuparsi di questa materia. La circolare di Alfano contro questo atto? Credo che Alfano se ne farà una ragione».

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