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CARROCCIO 14 Marzo Mar 2015 1020 14 marzo 2015

Salvini, immigrazione clandestina: «Class action contro Renzi e Alfano»

Il segretario della Lega sull'immigrazione clandestina: «Li denuncio per favoreggiamento».

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Matteo Salvini a Genova.

Matteo Salvini, ai microfoni di Radio Padania, ha detto di voler denunciare il premier Renzi e il ministro dell'Interno Alfano per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: «Ho intenzione di denunciarli. Anzi, faremo una class action contro di loro. Vedremo se c'è un giudice in Italia che voglia occuparsi non solo delle cene di Berlusconi, ma di chi favorisce l'immigrazione clandestina», ha annunciato il segretario della Lega Nord.
«UN FIGLIO DI MARE NOSTRUM HA UCCISO A TERNI». Commentando l'omicidio di Terni, Salvini ha poi aggiunto: «Un ragazzo di 27 anni a Terni non ha visto sorgere il sole a causa di un figlio di Mare nostrum, uno arrivato da clandestino e sbarcato grazie a Mare nostrum, e che è rimasto facendo ricorso. Sono convinto che ci sia la chiara indicazione di minimizzare, di parlarne il meno possibile, credo che in tante redazioni questa cosa sia arrivata, per evitare clamore su questo omicidio mostruoso che rischia di risvegliare le coscienze».
«TUTTI CONTRO ZAIA. ALLORA VINCE». Passando al tema delle Regionali in Veneto, il segretario della Lega si è detto sicuro della vittoria di Luca Zaia: «Il fatto che la Lega è in crescita infastidisce, le grandi banche, la finanza, le multinazionali. Non abbiamo molti amici. Ma se siamo nel giusto, come credo, dobbiamo crederci e lottare fino in fondo. Oggi sono in Veneto a sostenere il nostro Luca Zaia. Vedo che adesso sono tutti contro Zaia, un bel segno, vuol dire che Zaia ha fatto bene, che Zaia vince».
«SE VINCIAMO RENZI A CASA». «Il 31 maggio si vota, può essere il segnale di sfratto a Renzi. Dobbiamo crederci», ha detto ancora Salvini. Che, rispondendo a un ascoltatore che gli ha chiesto cosa resterebbe da fare alla Lega per cambiare l'Italia in caso invece di sconfitta elettorale, ha risposto così: «Non voglio pensarci, i treni non passano due volte».

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