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PROPOSTA 14 Marzo Mar 2015 0845 14 marzo 2015

Vitalizi, stop ai condannati: la bozza di Grasso

Il presidente del Senato ha depositato uno schema di delibera: niente assegno per chi è stato condannato ad almeno due anni.

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Il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Il presidente del Senato Pietro Grasso stringe i tempi sulla revoca del vitalizio ai membri di Palazzo Madama condannati in via definitiva ad almeno due anni per reati di mafia, terrorismo e per tutti i delitti contro la pubblica amministrazione.
Secondo il quotidiano la Repubblica, una bozzza di delibera composta da due articoli sarebbe stata preparata personalmente dall'ex magistrato e depositata sul tavolo dei questori.
NORMA RETROATTIVA. Lo schema di delibera sarebbe molto incisivo: ampio lo spettro dei reati, basso il limite minino della condanna oltre il quale scatterebbe lo stop al vitalizio. Prevista poi la retroattività della sospensione: la soppressione del beneficio avviene anche se la sentenza definitiva colpisce il titolare dopo la fine dell’attività parlamentare.
COLPIREBBE DELL'UTRI, FRIGERIO E CITO. L’elenco di ex senatori che sarebbero colpiti dal provvedimento è lungo: dal cofondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, che dal Senato percepisce un vitalizio di quasi 5 mila euro al mese; all’ex ministro della Difesa Cesare Previti, sei anni per corruzione e un assegno da 4.235 euro; Gianstefano Frigerio, tre anni e 9 mesi per tangenti e 2.139 euro di pensione mensile. E ancora: l’ex eurodeputato Vito Bonsignore, due anni per tentata coruzione e 3.162 euro di vitalizio, e l’ex sindaco di Taranto Giancarlo Cito - cui sono stati inflitti in via definitiva 4 anni per corruzione - che prende un assegno da 2.139 euro. Fino a colui che meno ha bisogno del vitalizio: Silvio Berlusconi, che in virtù della condanna per frode fiscale perderebbe il diritto a un contributo mensile da 8 mila euro.
RESISTENZE NEL PALAZZO. Ma le resistenze al provvedimento si sarebbero già manifestate: i questori Malan e De Poli avrebbero sentito tutti i capigruppo e ci sarebbe stato perfino un incontro segreto per bloccare o comunque emendare la proposta Grasso, secondo la Repubblica. I resistenti propongono, come soluzione alternativa, una semplice sospensione del vitalizio per il solo periodo della condanna, al posto della definitiva soppressione del beneficio.

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