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POLEMICA 15 Marzo Mar 2015 2122 15 marzo 2015

Foibe, medaglia a un repubblichino

Omaggiato Paride Mori. Che combattè coi nazisti e fu ucciso dai partigiani. Governo in imbarazzo.

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Una via dedicata al repubblichino Paride Mori.

Un eroe delle foibe. E della Repubblica di Salò. Il 10 febbraio 2015, in occasione del Giorno del ricordo, Paride Mori ha ricevuto una medaglia dal governo «in riconoscimento del sacrificio offerto per la Patria».
E il 15 marzo, poco più di un mese dopo, è scoppiata la polemica mentre anche le autorità si affannano a cercare di capire come sia successo, garantendo che sarà presto fatta chiarezza.
DELRIO: «PRONTI ALLA REVOCA». «Se la commissione che ha vagliato centinaia di domande ha valutato erroneamente, il riconoscimento dovrà essere revocato», ha assicurato in serata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Ma si tratti di incidente, errore o frettolosa riabilitazione politica, la frittata è ormai fatta e diverse istituzioni sono impegnate a cercare i responsabili di quanto accaduto.
Sì, perchè il riconoscimento alla figura di Paride Mori, ufficiale parmense del Battaglione bersaglieri volontari Benito Mussolini, e poi inquadrato nell'esercito della Repubblica di Salò, ha aperto grossi interrogativi e acceso lo sdegno delle associazioni partigiane.
BOLDRINI SI TIRA FUORI. A dare per prima il senso della portata della 'gaffe' è stata Laura Boldrini che con una nota si è velocemente tirata fuori da una polemica che stava montando: «La presidente della Camera non ha dato alcun premio alla memoria del repubblichino Paride Mori, né ha in alcun modo concorso a individuare il suo nome tra quelli meritevoli di onorificenza. L'individuazione dei soggetti cui attribuire le medaglie spetta infatti ad una commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio», ha fatto sapere lanciando la palla verso palazzo Chigi.
Poco dopo è intervenuta Sinistra ecologia libertà, ricordando che «Paride Mori combatté al fianco dei nazisti e fu ucciso in combattimento dai partigiani», e chiedendo che il governo «si scusi, quella medaglia venga ritirata e i membri di quella Commissione siano destituiti da ogni incarico».
L'ESECUTIVO DECISO A FARE CHIAREZZA. Anche il governo sembra esser stato colto alla sprovvista sulle ragioni e le dinamiche del fatto. Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato indirettamente la vicenda e hanno fatto sapere che intendono esaminare il caso con attenzione. «È stato dato mandato per un approfondimento e nei prossimi giorni verrà ripresa in mano l'istruttoria ed esaminata», hanno spiegato sottolineando che il nome di Paride Mori non è frutto solo di Palazzo di Chigi essendo stato individuato da una commissione tecnica costituita da 10 membri, tra i quali uno solo è della Presidenza del Consiglio.

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