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VERSO LE URNE 15 Marzo Mar 2015 2234 15 marzo 2015

Venezia, Casson candidato sindaco del centrosinistra

Il senatore civatiano sconfigge due dem di area renziana.

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Felice Casson, candidato del centrosinistra per la carica di sindaco di Venezia.

Il centrosinistra ha scelto l'uomo che deve tentare la difficile impresa di 'riprendersi' Ca' Farsetti dopo lo scandalo dell'inchiesta Mose, con le conseguenti dimissioni del sindaco Giorgio Orsoni. Il candidato è il senatore del Partito democratico ed ex magistrato Felice Casson, 61 anni, che nelle primarie di coalizione svoltesi il 15 marzo si è assicurato la vittoria col 55,6% delle preferenze dei 12.888 votanti, contro il 24,2% del giornalista Nicola Pellicani, appoggiata dalla maggioranza Pd (nonchè da Massimo Cacciari), e il 19,6% dell'avvocato Jacolo Molina, ex consigliere comunale democratico, di area renziana.
IN FUGA DALL'INIZIO. Nella città lagunare, quindi, si impone alle primarie la minoranza interna del Pd: Felice Casson è esponente dell'area 'civatiana'. Una partita apparsa senza storia già poco dopo l'inizio dello scrutinio, con Casson subito avanti in tutte le zone della città, più in terraferma (dove ha raccolto circa il 60%) rispetto al centro storico, dove i dati quasi definitivi lo hanno situato al 55%.
Nella corsa alla candidatura per la poltrona si sindaco, l'ex magistrato era appoggiato anche da Verdi e Prc.
È la seconda volta che Casson cerca di conquistare la poltrona di sindaco di Venezia. Ci aveva già provato nel 2005, ma venne sconfitto per una manciata di voti da Massimo Cacciari. «Per Venezia scatta da domani l'ora-zero», ha detto Casson, a scrutinio quasi concluso. «La città è in una situazione complicata, per le conseguenze dell'inchiesta Mose e il pesante buco di bilancio».
COMUNE COMMISSARIATO DA LUGLIO. Venezia, proprio in seguito allo scandalo Mose che ha azzerato la precedente giunta rossoverde, è commissariata dal luglio 2014. La guida il commissario straordinario Vittorio Zappalorto, che ha applicato una cura pesante ai conti comunali, tagliando sugli stipendi dei dipendenti e sulle municipalizzate. «Bisogna ripartire», ha spiegato Casson, «coinvolgendo le segreteria nazionali dei partiti e il governo, perché una città come Venezia, che è lo specchio del Paese nel mondo, non può essere abbandonata. È stata una vittoria bella e netta», ha concluso, «in tutte le zone della città. I miei due 'avversari', Pellicani e Molina, sono stati i primi a chiamarmi, ancora a scrutinio in corso, assicurandomi che da oggi lavoreremo assieme per vincere le elezioni, senza alcun problema».

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