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STRETTA 16 Marzo Mar 2015 1835 16 marzo 2015

Corruzione, governo presenta emendamento su falso in bilancio

Pene da tre a otto anni per le società quotate. Grasso esulta: «Alleluja, novità importante».

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Pietro Grasso.

Dopo mesi di tira e molla e in seguito all'ennesima inchieta giudiziaria antitangenti il governo ha messo a punto il testo sul falso il bilancio.
Il viceministro per la Giustizia, Enrico Costa, ha presentato l'emendamento che reintroduce il reato nel ddl corruzione in commissione Giustizia del Senato.
STRETTA SU QUOTATE. Il falso in bilancio torna ad essere un reato dopo la depenalizzazione voluta dal governo Berlusconi.
Nel testo si spiega come i vertici di una società quotata in borsa o di banche, o di società che gestiscono il risparmio o che emettono titoli sul mercato che «espongono fatti materiali non rispondenti al vero» o li omettono, sono puniti con la pena da tre a otto anni.
In caso di falso in bilancio, le sanzioni pecuniarie vanno da 400 a 600 quote per le società quotate, da 200 a 400 per quelle non quotate.
In caso invece i vertici della aziende,al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, «espongono consapevolmente fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero o li omettono» rischiano da uno a cinque anni.
Se le false comunicazioni sociali «sono di lieve entità, tenuto conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta» si applica la pena da sei mesi a tre anni.
QUERELE PER PICCOLE SOCIETÀ. Eliminata dall'originaria versione del testo, ora nell'emendamento del governo è rispuntata l'ipotesi della querela di parte per il falso in bilancio, ma solo se si tratta di piccole società, quelle che secondo il codice non possono fallire.
Nel caso di società con un reddito non superiore ai 300 mila euro annui, il reato è procedibile solo a querela.
SLITTA ESAME DDL. Dopo le note liete è arrivato anche qualche piccolo contrattempo.
Infatti è slittato l'esame del ddl.
Il testo era atteso per il 17 marzo in Aula ma verrà esaminato molto probabilmente dall'assemblea nella settimana del 23 marzo.
Il termine per i subemedamenti è stato fissato a mercoledì 18 alle 16.
MATTARELA INCONTRA CANTONE. Oltre all'iniziativa del governo che dovrebbe accelerare l'iter di un progetto di legge che giace da 731 giorni nei cassetti di Palazzo Madama, si è registrato un altro evento dal valore altamente simbolico sul piano della lotta alla corruzione: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il presidente dell'Authority Raffaele Cantone per congratularsi con lui dell'azione svolta sinora contro una piaga che secondo la Corte dei Conti costa ogni anno all'Italia oltre 60 miliardi di euro.
GRASSO: «ALLELUJA». Intanto sulla tematica è intervenuto anche il presidente del Senato Piero Grasso a Roma: «C'è una buona notizia. Alleluja, alleluja! Il famoso emendamento sul falso in bilancio è arrivato e questa è una novità importante».
Entusiasta della svolta per il ddl corruzione il premier Matteo Renzi su Twitter.

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