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CASO 16 Marzo Mar 2015 1433 16 marzo 2015

Siria, Assad a Kerry: «Aspettiamo le azioni dopo le parole»

Prima risposta da Damasco dopo l'apertura Usa al dialogo per porre fine alla guerra civile nel Paese. Fabius: «Trattativa è regalo a Isis».

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Il presidente siriano Bashar al Assad.

Prime reazioni del presidente siriano Bashar al Assad dopo l'apertura di John Kerry per un dialogo utile a chiudere il conflitto nel Paese.
«Stiamo sentendo delle dichiarazioni, ma dobbiamo aspettare le azioni, e poi decideremo», ha detto il leader di Damasco.
PRIMA LEGITTIMAZIONE DA USA. In un'intervista alla Cbs Kerry aveva detto che «alla fine» sarà necessario negoziare con Assad «per cercare una soluzione politica alla guerra civile» e aveva aggiunto che è necessario «accrescere la pressione» sul presidente per portarlo al tavolo della pace.
È la prima volta che un esponente dell'amministrazione Usa fornisce una tale legittimazione di interlocutore ad Assad, dopo che, a partire dal 2011, il presidente Barack Obama e altri dirigenti americani ne avevano chiesto a più riprese l'uscita di scena per arrivare ad una soluzione.
SFORZI PER INTESA CON TEHERAN. Le dichiarazioni di Kerry sono coincise con gli sforzi sempre più serrati degli Usa per cercare di arrivare ad un'intesa in materia di nucleare con Teheran, il più importante alleato e sostenitore del regime di Damasco. Proprio il 16 marzo il segretario di Stato è tornato a vedersi a Losanna con il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif.
FRANCIA: «DIALOGO SAREBBE REGALO AD ISIS». Ma dall'Europa è arrivata una netta chiusura.
Per la Francia «è chiaro che Bashar el-Assad non può inserirsi nel quadro delle trattative per una soluzione politica alla questione siriana», ha ribadito il ministro degli Esteri Laurent Fabius, citato dal portavoce del Quai d'Orsay in una nota.
Il ministro ha detto che «parlando al telefono con Kerry ha assicurato che non c'è assolutamente nulla di nuovo nella posizione americana in Siria».
Fabius ha sottolineato come per la Francia «qualsiasi soluzione che rimetta in sella Assad sarebbe un regalo scandaloso ai terroristi dell'Isis».

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