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INCHIESTA 16 Marzo Mar 2015 1600 16 marzo 2015

Tangenti Grandi appalti, il nome di Lupi nelle carte

Inchiesta Tav e Grandi opere: arrestato per corruzione il supermanager del ministero Ercole Incalza. Il gip: «Indagato procurò lavori al figlio del ministro».

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Ercole Incalza.

Anche il nome di Maurizio Lupi è stato citato dai magistrati nell'ambito dell'inchiesta sui grandi appalti che ha portato all'arresto la mattina del 16 marzo di quattro persone tra le quali il dirigente del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza.
Il ministro delle Infrastrutture è citato nelle intercettazioni dell'inchiesta in relazione ad alcuni favori avuti per il figlio Luca da Stefano Perotti, uno degli arrestati.
UNO DEGLI INDAGATI: «PEROTTI HA ASSUNTO IL FIGLIO DI LUPI». «Effettivamente Stefano Perotti», imprenditore finito in manette nel caso, «ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi», figlio del ministro delle Infrastrutture, ha annotato il giudice per le indagini preliminari (gip) di Firenze nell'ordinanza di custodia cautelare.
Il magistrato ha annotato che il 21 ottobre 2014, uno degli indagati, Giulio Burchi, «racconta anche al dirigente Anas, ingegnere Massimo Averardi, che Stefano Perotti ha assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi». Segue l'intercettazione: «Ho visto Perotti l'altro giorno, tu sai che Perotti e il ministro sono non intimi, di più. Perché lui ha assunto anche il figlio, per star sicuro che non mancasse qualche incarico di direzione lavori, siccome ne ha soli 17, glieli hanno contati, ha assunto anche il figlio di Lupi, no?».
Poi, il primo luglio 2014, sempre Burchi a Averardi: «Il nostro Perottubus ha vinto anche la gara, che ha fatto un ribasso pazzesco», ha vinto «anche il nuovo palazzo dell'Eni a San Donato e c'ha quattro giovani ingegneri e sai uno come si chiama? Sai di cognome come si chiama? Un giovane ingegnere neolaureato, Lupi, ma guarda i casi della vita».
«Perotti», ha proseguito il gip, «nell'ambito della commessa Eni, stipulerà un contratto con Giorgio Mor, affidandogli l'incarico di coordinatore del lavoro che, a sua volta, nominerà quale 'persona fissa in cantiere' Luca Lupi' per 2 mila euro al mese».
ABITO SU MISURA E ROLEX. C'è anche un'intercettazione in cui uno degli arrestati, l'imprenditore Francesco Cavallo, «nell'accettare l'invito a casa che gli ha appena formulato il ministro Lupi per il compleanno della moglie - scrive il gip - accenna alla necessità di parlare con Luca Lupi 'per definire le sue cose'». Lo stesso Cavallo fece confezionare da un sarto un vestito per Lupi, mentre i coniugi Perotti regalarono al figlio del ministro un Rolex del valore di 10.350 euro.

IL MINISTRO FA MURO SULLA STRUTTURA DI MISSIONE. «Il ministro Lupi», si legge ancora nell'ordinanza, «a fronte della proposta di soppressione» della Struttura di Missione «o di passaggio della stessa sotto la direzione della presidenza del Consiglio arriva a minacciare una crisi di governo».
Nel provvedimento viene quindi riportato un brano della conversazione intercettata.
«...Su questa roba ci sarò io e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c'è più il governo!», sono le parole con cui lo stesso Lupi si rivolse il 16 dicembre 2014 ad Ercole Incalza in una telefonata intercettata dal Ros nell'ambito dell’inchiesta di Firenze. Secondo gli inquirenti la conversazione «ben rappresenta» l'importanza della Struttura tecnica del dicastero delle Infrastrutture di cui era a capo Incalza e che opera - almeno secondo l'organigramma - alle dirette dipendenze del ministro.

Lupi: «Mai chiesto favori per mio figlio e Incalza è tecnico autorevole»

«Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio», ha replicato Lupi commentando la vicenda con una nota e precisando che il figlio lavora a New York dai primi di marzo. «Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato».
Secondo il ministro delle infrastrutture Incalza «era ed è una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro Paese abbia sia da un punto di vista dell'esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli è riconosciuta in tutti i livelli».
DELRIO DIFENDE IL GOVERNO. Sull'argomento è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, secondo cui «Lupi ha già fornito delle spiegazioni sul figlio, siamo a inizio inchiesta ed è prematuro trarre elementi di colpevolezza per il ministro e il governo». Delrio ha poi escluso che Incalza abbia consulenze con il governo.
Il M5s e i Verdi hanno chiesto le dimissioni del ministro e Sel sembra orientata a fare altrettanto.

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