Silvio Berlusconi 150311133648
MESSAGGIO 17 Marzo Mar 2015 1448 17 marzo 2015

Berlusconi, lettera alle olgettine: «Vi voglio bene, ma non vi pago più»

Il Cav alle ragazze: «I miei legali mi consigliano d'interrompere gli aiuti. Sono vittima di una magistratura militante».

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Silvio Berlusconi.

Una lettera a ciascuna delle 20 ragazze coinvolte nell'inchiesta Ruby ter. Per annunciare, suo malgrado, la fine dei consueti aiuti economici. È questo il contenuto della missiva inviata da Silvio Berlusconi alle olgettine a fine 2013, depositata dai pm di Milano tra gli atti della nuova inchiesta al tribunale del Riesame. «Cara, sarai venuta a conoscenza che da alcune settimane sono state depositate le motivazioni relative agli incredibili processi sulle cene in casa mia», recita la lettera in apertura, «inutile dirti che non c'è nessun riguardo per te e per gli altri ospiti delle nostre cene e che continua su di noi l'ignobile denigrazione che tutti abbiamo assurdamente dovuto subire».
«AIUTO STRUMENTALIZZATO». A tutte loro Berlusconi (che per il primo filone dell'inchiesta, il cosiddetto caso Ruby, è stato appena assolto in terzo grado) spiega perché, da lì in poi, non le avrebbe più aiutate economicamente. Alla base della decisione, il consiglio dei legali. «Ma c'è qualcosa in più» - scrive l'ex Cavaliere - «c'è che l'aiuto che io, seguendo l'impulso della mia coscienza, ho continuato a dare a te e alle altre ospiti per lenire gli effetti della devastazione che questi processi hanno causato alla vostra immagine, alla vostra dignità, alla vostra vita, rischia di essere incredibilmente strumentalizzato, ipotizzando addirittura dei possibili reati a carico non solo mio, ma anche vostro». La procura ha infatti stimato in 2 milioni di euro la cifra che l'ex Cavaliere avrebbe corrisposto alle ragazze.
«OBBLIGATO A SOSPENDERE I CONTRIBUTI». A questo punto «i miei legali, pur comprendendo la generosità e l'altruismo della mia iniziativa, mi invitano con assoluta determinazione a non continuare con il sostegno economico mensile, perché si potrebbe attribuire al mio aiuto e alla mia accettazione una finalità diversa da quella reale. Per queste ragioni sono obbligato a sospendere da gennaio ogni mio contributo».
«VITTIMA DI UNA MAGISTRATURA MILITANTE». «Sono sicuro» - conclude l'ex premier - «che tu sei consapevole di quale attacco mi è stato inflitto da una magistratura militante che fa un uso politico della giustizia per eliminare l'unico ostacolo che si è opposto e che si oppone alla definitiva presa del potere da parte della sinistra. Questa è l'Italia di oggi. Un'Italia senza giustizia, dove per avere giustizia devi rivolgerti alla Corte europea di Strasburgo, come sto facendo, per correggere l'assurda e l'indegna sentenza del primo agosto. Mi spiace, mi spiace tanto. Spero, a processo finito, di poterti rivedere e riabbracciare. Ti voglio bene. Silvio».

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