Angelino Alfano Maurizio 131001074142
MAMBO 17 Marzo Mar 2015 1929 17 marzo 2015

Cara Cl, è arrivata l'ora di cambiare leader

Quello di Lupi è solo l'ultimo scandalo. Serve modificare la rotta politica.

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I ministri dimissionari Angelino Alfano e Maurizio Lupi.

La vicenda Lupi, comunque si concluda, provocherà danni di immagine seri a Matteo Renzi, a meno che il premier non spinga il ministro a dimettersi, ma danneggerà soprattutto il suo partito e Comunione e Liberazione.
Il partito di Alfano ha Lupi fra i suoi pivot e la perdita o l’oscuramento d’immagine del deputato milanese non aiuta il partito a tenersi in piedi, soprattutto ora che si sono levate a destra le sirene di Salvini. Comunione e Liberazione dopo Formigoni rischia di perdere, ovvero di veder indebolito, l’altro leader prestato alla politica.
Se per il segretario Ndc la strada da seguire vede una doppia ipotesi (il ritorno con Berlusconi o il cantiere con Tosi, Passera e forse Fitto) per Cl si tratta di inventare facce completamente nuove perché una generazione di ciellini impegnati in politica è fuori gioco o rischia di andarci.
ALFANO TORNA A DESTRA O STA CON RENZI? Il compito di Alfano è apparentemente più semplice. Il partito dei dissidenti berlusconiani ha fatto un silenzioso matrimonio con Pier Ferdinando Casini, ma non ha potuto dare troppa pubblicità a questa relazione perché da un lato era ed è impegnato al governo con Renzi, dall’altro ha dovuto, fino a che non si è conclusa la vicenda del Quirinale, rispettare le ansie di Casini, candidato al Colle, che ha preferito che il suo partito tenesse un profilo basso così come lo ha tenuto lui.
Ora i giochi sono fatti. Alfano è rimasto al governo in una situazione in cui l'esecutivo raccoglie qualche piccolo successo economico e ora deve decidere se è pronto a tornare nella casa madre, il centrodestra, o se rimanere un alleato strutturale del centro-sinistra, godendo dei successi del premier.
Tuttavia in tutti questi casi non ha molti voti elettorali. Per averli deve andare da Fitto, da Tosi e, per ragioni di pura immagine, visto che lì voti non ce n’è, deve imbarcare Passera.
È un equipaggio di prime donne rissose e anche senza speranza, perché incapace di intercettare la rabbia del centrodestra e poco appetibile per il centrosinistra.
Questo vicolo cieco potrà miracolosamente vedere in fondo al tunnel un po’ di luce solo se continuerà la frana di Forza Italia e la voglia di sopravvivenza dei moderati berlusconiani, cioè quelli che non vogliono morire fra le braccia di Salvini e fra quelle, muscolosissime, dei fascisti di Casa Pound.
In conclusione, cantiere apertissimo, lo sa bene Renzi che pensa di pescare lì voti e personalità con la faccia pulita.
A CL SERVE UNA ROTTAMAZIONE. Cl è invece in un guaio serio. Questo papa non è molto amichevole verso quei movimenti cattolici in cui fede, politica e affari vanno a braccetto.
Per giunta l’organizzazione è stata infilata dai suoi rappresentanti politici in un guaio di immagine e giudiziario, quindi sarà gioco forza usare la mano pesante.
Stupisce che un’organizzazione così forte e organizzata, con tanti giovani, non dia vita a una propria rottamazione severa per modificare il personale politico di riferimento.
Anche se non fosse costretta dalla magistratura, Cl deve fare i conti con un ventennale appoggio a un uomo politico che non è più né sarà mai più sulla cresta dell’onda (Berlusconi) e con un Vaticano che, per quanto breve possa essere il pontificato di Francesco, manda stimoli del tutto opposti a quelli del passato.
La riforma della politica, cioè, non riguarda solo i partiti. Abbiamo visto il travaglio del principale sindacato italiano che è di fronte a un mutamento drammatico di natura.
Ora toccherà al grande associazionismo e a quello cattolico in primo luogo.

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