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INTERVENTO 17 Marzo Mar 2015 0800 17 marzo 2015

Tangenti Grandi appalti, Lupi: «Non mi dimetto dal governo»

Il ministro smentisce il passo indietro. «Soffro per mio figlio». E sul Rolex: «Io non l'avrei accettato».

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Il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi.

Maurizio Lupi non ha intenzione di lasciare l'incarico come ministro per le Infrastrutture.
«No, le dimissioni no. Anche se, per la prima volta, vedendo tirato in ballo ingiustamente mio figlio, mi sono chiesto se il gioco valga la candela», ha detto il rappresentante del governo di Matteo Renzi in un'intervista a La Repubblica in merito alla bufera che lo ha travolto dopo l'inchiesta sulle tangenti per le Grandi opere.
AMAREZZA PER GLI ATTACCHI. «Provo soprattutto l'amarezza di un padre nel vedere il proprio figlio sbattuto in prima pagina come un mostro senza alcuna colpa», ha aggiunto Lupi che è tornato sul Rolex che Stefano Perotti ha regalato al figlio Luca per la Laurea: «L'avesse regalato a me», ha detto il ministro, «non l'avrei accettato».
CRISI DI GOVERNO? POLITICA. Lupi si è soffermato anche sull'intercettazione in cui aveva minacciato la crisi di governo: «Era una battaglia politica, non difendevo la persona, ma l'integrità del ministero. Si stava discutendo di legge di Stabilità e del futuro della nuova Struttura tecnica di missione».
AL TELEFONO CON INCALZA. Quindi ha spiegato: «Al telefono con Incalza ho ripetuto quello che avevo detto nelle discussioni politiche. Dicevo che era un errore togliere al ministero quella struttura, amputandolo di un braccio operativo. Qualora non ci fosse più stata fiducia nel ministro si faceva prima a cambiare ministro, non depotenziando il ministero».
SCHERZI COL SUO VICE. Per quanto riguarda le intercettazioni sul viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, Lupi ha chiarito che è proprio questo il «limite» di queste operazioni: «Non rendono il tono scherzoso delle conversazioni». E ha precisato: «Io allora conoscevo poco Nencini e Del Basso De Caro e sapendo che erano socialisti come Incalza, lo prendevo in giro».

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