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BOTTA E RISPOSTA 17 Marzo Mar 2015 1205 17 marzo 2015

Tangenti, scontro Renzi-Anm

Dopo lo scandalo Grandi appalti Sabelli: «Dallo Stato carezze ai corrotti, schiaffi ai pm». Il premier risponde: «Frasi false e tristi». Il caso Lupi scuote il Ncd.

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Il premier Matteo Renzi e il presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli.

Botta e risposta tra Matteo Renzi e l'Associazione nazionale dei magistrati (Anm).
Dopo le accuse da parte del presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli che, sulle ultime vicende giudiziarie e l'inchiesta della procura di Firenze sulle tangenti sulle Grandi opere, ha accusato lo Stato di dare «schiaffi a pm e carezze ai corrotti», il capo dell'esecutivo ha chiarito che «sostenere questa tesi avendo responsabilità istituzionali o a nome di categorie, è triste».
«È una frase falsa, ingiusta, fa male ma non per il governo di turno, per l'idea stessa delle istituzioni», ha continuato Renzi parlando alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno accademico 2015 della Scuola superiore di polizia.
FAVORI AI CORROTTI. A irritare il premier è stata soprattutto la posizione critica dell'Anm sugli interventi legislativi che, a detta dei magistrati, avrebbero favorito i corrotti sin da Tangentopoli per poi arrivare alla «depenalizzazione del falso in bilancio» del 2002 e alla «riduzione della prescrizione» del 2005.
SERVE NUOVA CULTURA. Sabelli, infatti, ha chiarito che per combattere la corruzione servono lo sviluppo di una cultura della legalità, la prevenzione e la repressione, «senza rinunciare a nessuno di questi tre momenti».
Pur ammettendo che «ci sono segnali di miglioramento, il presidente dell'Anm ha spiegato che «bisogna fare ancora un po’ di strada» e lo Stato «deve darsi da fare».
NON SCHERZARE CON LE ISTITUZONI. Le accuse di Sabelli non sono proprio piaciute a Renzi che ha concesso la possibilità di «contestare un singolo fatto», perché «è legittimo e doveroso», ma ha definito «falso» che lo Stato dia carezze ai corrotti.
«C'è bisogno», ha sottolineato Renzi, «non della difesa del governo pro tempore o del partito ma di un gruppo dirigente del Paese che riconosca che con le istituzioni non si scherza e c'è un senso di appartenenza che va oltre la polemica quotidiana».
FARE PULIZIA IN ITALIA. Poi il segretario del Partito democratico, sempre replicando all'Anm, ha precisato che il «governo intende combattere perché non si formi uno stato di polizia ma di pulizia in questo Paese». Un messaggio chiaro per definire il ruolo dell'autorità Anticorruzione il cui obiettivo è eliminare «la sporcizia e intervenire a far pulito».
PRESCRIZIONE INACCETTABILE. Sulla prescrizione, inoltre, Renzi ha spiegato che «nega la dignità allo Stato» ed è «inaccettabile prescrivere la corruzione»: «Per questo stiamo intervenendo», ha chiarito il presidente del Consiglio davanti agli allievi della Scuola superiore di polizia.

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