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ESTERI 18 Marzo Mar 2015 0634 18 marzo 2015

Israele, Netanyahu batte i laburisti e vince le elezioni

Il premier beffa gli exit poll e ottiene 29 seggi. Sconfitto il centrosinistra di Herzog. «Ora un governo forte con partiti di destra». La lista araba è terza.

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Gli exit poll avevano previsto la parità, ma lo scrutinio ha detto il contrario. In Israele, il partito Likud guidato da Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni, battendo il Fronte sionista di Isaac Herzog.
Il premier uscente ha guadagnato 29 seggi, contro i 24 del rivale. In questo modo, Netanyahu sarebbe in grado di formare una maggioranza di destra al parlamento, potendo contare su oltre 60 seggi su un totale di 120.
Il premier ha promesso che formerà il suo nuovo governo «di centro-destra», e non di unità nazionale come avrebbe voluto il presidente Reuven Rivlin, «entro due/tre settimane». Anche se la decisione di affidare l'incarico spetta al presidente, è molto probabile che questi decida di dare il mandato a Netanyahu, leader della coalizione che ha preso più voti.
TERZO POSTO PER GLI ARABI. Al terzo posto si sono piazzati i partiti arabi, uniti per la prima volta in un'unica lista, che hanno ottenuto 14 seggi.
Dietro i centristi di Yar Lapid con 11 deputati (nel 2013 ne avevano19), membri del governo uscente.
Kuluna, il movimento sempre centrista, fondato nel novembre del 2014 da Moshe Khalon, ha ottenuto 10 seggi, diventando così l'ago della bilancia. Khalon, prima di conoscere i risultati, aveva annunciato di essere pronto a governare sia con Netanyahu che con Herzog e che si sarebbe regolato in base ai risultati.
La destra nazionalista dei coloni di 'Focolare Ebraico' di Naftali Bennet ha ottenuto 8 seggi, quattro in meno rispetto alle precedenti consultazioni.
IL PRIMO MINISTRO PIÙ LONGEVO. Con questo risultato, Netanyahu diventa il primo ministro israeliano più longevo, infatti è già stato premier dal 1996 al 1999, e dal 2009 in poi.
E la sua vittoria, nelle ultime consultazioni sarebbe arrivata grazie a una campagna elettorale precisa, che ha puntato tutto sulla sicurezza, sulla lotta al nucleare iraniano e all'estremismo islamico.
E dal suo profilo Twitter, Netanyahu ha già fatto il primo annuncio, dichiarando che abbasserà il prezzo delle case e il costo della vita.
I COMPLIMENTI DI HERZOG. Il leader del centrosinistra Herzog si è congratulato con Netanyahu, sottolinenando al telefono «la chiara vittoria» ottenuta dal suo partito. «Da parte nostra», ha aggiunto, «continueremo a batterci per una società migliore».

Olp dura: «Israele ha scelto la via dell'occupazione»

Il segretario generale dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) Yasser Abed Rabbo.

L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) ha commentato con durezza e preoccupazione la vittoria di Netanyahu: Israele «ha scelto la via dell'occupazione e della colonizzazione e non del negoziato e del collaborazione», ha dichiarato Yasser Abed Rabbo, segretario generale dell'Olp.
Chiaro il riferimento alle ultime dichiarazioni in campagna elettorale di Netanyahu, che ha escluso la nascita di uno Stato palestinese in caso di sua vittoria e che per il suo ultimo comizio ha scelto un luogo simbolico come Har Homa, uno degli insediamenti più contestati non solo dai palestinesi, ma da gran parte della Comunità internazionale.
Con questi numeri la soluzione di un governo di unità nazionale, per cui si era espresso il presidente Reuven Rivlin, sembra ormai tramontata. Subito dopo la fine delle operazioni di voto, nella sera del 17 marzo Netanyahu ha rivendicato la vittoria e ha annunciato di aver «chiesto a tutti i leader dei partiti di destra di formare senza indugio un governo forte e stabile capace di occuparsi sicurezza e benessere per tutti i tutti cittadini di Israele».
ANP: «AVANTI COL RICONOSCIMENTO DELLA PALESTINA». L'Anp, per bocca del capo negoziatore Saeeb Efrekat, si prepara a rispondere seguendo la linea tracciata da quando lo scorso aprile sono naufragati i negoziati di pace: ottenere il riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese all'Onu e dal maggior numero possibile di Paesi. «È chiaro», ha detto Erekat, «che il primo ministro Benjamin Netanyahu formerà il prossimo governo e per questo, diciamo chiaramente che andremo avanti con la denuncia (di Israele) al tribunale dell'Aja (per i crimini di guerra) e che accelereremo e intensificheremo» gli sforzi diplomatici per ottenere il riconoscimento dello Stato palestinese.
SCONFITTA PER USA E UE. La vittoria di Netanyahu infligge un duro colpo a Barack Obama, con cui i rapporti sono sempre stati pessimi. Israele rischia di ritrovarsi più isolata. Non solo l'attuale amministrazione Usa, ma anche l'Ue insistono da sempre sulla soluzione «due popoli, due Stati», osteggiata da Netanyahu che da ultimo ha promesso che uno Stato palestinese non vedrà mai la luce con lui al governo.

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