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STRATEGIE 18 Marzo Mar 2015 0614 18 marzo 2015

Lega, ora a Salvini torna utile l'asse con Forza Italia

Tosi corre da solo in Veneto. Zaia trema. E il Matteo con la felpa rispolvera il Cav. Bossi: «Berlusconi imporrà l'alleanza col Ncd». Da esportare anche in Campania.

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Matteo Salvini in mezzo fra Paolo Romani, Renato Brunetta e Giovanni Toti.

Che non sia mai «una buona idea cacciare la gente durante la campagna elettorale», anche se Flavio Tosi «ha fatto di tutto per farsi sbattere fuori», Umberto Bossi lo aveva già anticipato profeticamente a Lettera43.it qualche giorno fa, dando una stoccata a Matteo Salvini.
E ora, proprio grazie al caso Tosi - che correrà da solo contro Luca Zaia, il governatore ricandidato da via Bellerio - Forza Italia, pur dilaniata da forti tensioni interne, sarà più forte nella contrattazione con “l'altro Matteo”.
Perché lui senza Fi in Veneto rischia di perdere, pur essendo Zaia fortissimo nei sondaggi.
LEADERSHIP CONTESA. Il caso Veneto sta modificando a vantaggio degli azzurri, almeno in questa fase, la contesa per la leadership del centrodestra tra Silvio Berlusconi e Salvini, che proprio dal Veneto voleva partire per dare la scalata al vertice della coalizione.
Non è un caso che solo ora che è più debole il Giornale di Alessandro Sallusti e Il Mattinale di Renato Brunetta abbiano deciso di lisciare il pelo al “Matteo con la felpa” da preferire a quello “in doppiopetto”, vale a dire il premier Renzi.
«SALVINI SI ERA ALLARGATO...». «Salvini si era troppo allargato, sfottendo il presidente (Berlusconi, ndr) liquidato come ormai leader del passato, poi con il caso Tosi si è preso un bel calcio sui denti», confida a Lettera43.it un’autorevole fonte azzurra, vicina al Cav.
Non a caso il segretario federale della Lega ha ammorbidito recentemente i suoi toni.
E il governatore Zaia nella conferenza stampa di martedì 17 marzo ha detto: «Porte aperte a Forza Italia».
IL NCD VICINO A LUCA ZAIA. Non solo: Zaia sottolinea anche «l’ottimo rapporto con il Nuovo centrodestra», perché «abbiamo governato bene insieme».
Marino Zorzato, del partito di Angelino Alfano, è l’attuale vice di Zaia con il quale va d’amore e d’accordo.
Ecco quindi spiegata, nel mutato rapporto di forze, almeno momentaneo, tra Berlusconi e Salvini, la difficoltà che sta incontrando Tosi in Veneto nell’alleanza con il Nuovo centrodestra che veniva già data per fatta.
L'INCURSIONE DELLA MOGLIE. Lunedì 16 marzo non a caso c’è stato un ping pong di dichiarazioni che dicevano tutto e l’esatto contrario.
Da un lato la compagna di Tosi, la senatrice Patrizia Bisinella, che non dava per scontata l’alleanza.
Poi la stessa Bisinella che diceva di non essersi fatta capire bene e infine il coordinatore di Ncd e senatore Gaetano Quagliariello che si faceva insolito esegeta della collega “Patrizia”, dicendo che non tutto era chiuso tra loro e Tosi.

Bossi: «Salvini ha tirato troppo la corda»

Umberto Bossi col governatore del Veneto Luca Zaia.

Bossi, esibendo un trifoglio d’argento sul bavero della giacca in onore della festa di San Patrizio in Irlanda - dove dal 2003 si celebra la Bossi Cup, torneo di danza - con le sue consuete poche e lucide parole a Lettera43.it dà la spiegazione.
Dice: «Il punto è che Salvini ha tirato troppo la corda con Silvio, non ha stretto con lui un’alleanza blindandola fin dall’inizio e ora invece, dopo il caso Tosi, ha messo Berlusconi nelle condizioni di avere le mani libere e di alzare il prezzo e quindi di dirgli: se prendi me, prendi anche Ncd». Chiarissimo.
OBIETTIVO CAMPANIA. Anche perché in questo modo, caduti i veti leghisti in Veneto, per Berlusconi si sbloccherebbe definitivamente il vitale negoziato dell’alleanza con Ncd in Campania, l’unica Regione a guida forzista, che il Cav non può proprio permettersi di perdere.
Altrimenti il giorno dopo gli salterebbero addosso i frondisti di ogni tendenza dentro Forza Italia: da Raffaele Fitto, che ora l’ex premier sta tentando di depotenziare espellendo i suoi uomini nelle liste pugliesi a Denis Verdini che però sembra sia addivenuto a più miti consigli.
«NIENTE LISTA 'NOI CON SALVINI'». Non si sa ancora quando Berlusconi e Salvini si incontreranno di nuovo.
Ma il Cav al “Matteo con la felpa”, da preferire al “Matteo” premier, come invece ha consigliato Giuliano Ferrara in un’intervista a La Stampa di martedì 17 marzo, avrebbe posto una clausola ineludibile per stringere l’accordo alle regionali: niente lista “Noi con Salvini” che corra da sola in Campania.
Potrebbe essere un pericoloso ago della bilancia per far suonare la Campania a morto. Non solo per il governatore ricandidato Stefano Caldoro. Ma per la stessa tenuta della leadership berlusconiana. Tutto nasce dal Veneto e tutto rischia di finire in Campania.

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