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DECISIONE 19 Marzo Mar 2015 1913 19 marzo 2015

Caso Lupi, il ministro annuncia: «Mi dimetto»

Il ministro annuncia le dimissioni al termine del vertice con Renzi e Alfano. «Lascio dopo l'informativa del 20 marzo». Il premier: «Scelta saggia». Ncd: «Uomo per bene». La telefonata con Incalza per il figlio.

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Maurizio Lupi.

L'annuncio è arrivato durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta. «Domani (20 marzo, ndr) al termine dell'informativa» alla Camera «rassegnerò le dimissioni». Parola di Maurizio Lupi, il ministro delle Infrastrutture travolto dalla scandalo tangenti Grandi appalti.
«Per me la politica non è un mestiere, ma passione. È poter servire il proprio Stato. Non ho perso né l'onore né la passione», ha proseguito Lupi. Che ha aggiunto: «Credo che forse un mio gesto - che non vuol dire ritirarmi alla politica, perché non c'è bisogno di una poltrona per fare politica - questa mia decisione rafforzerà l'azione del governo».
VERTICE CON RENZI E ALFANO. La decisione del ministro è maturata al termine di una giornata nella quale si era rincorse le voci su un pressing della maggioranza per spingere Lupi all'addio. Pressioni, secondo alcuni, esercitate pure nel vertice andato in scena a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi e il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
A tal proposito, lo stesso Lupi ha voluto precisare: «Renzi mi ha detto: 'io non ti ho mai chiesto né chiederò le tue dimissioni, perché non posso chiederle, dico che è una tua decisione'. Lo ripeto: né il segretario del Pd, né il presidente del Consiglio mi hanno chiesto le dimissioni».

«PERCHÉ TIRARE IN BALLO LA MIA FAMIGLIA?». E ancora: «Devo ringraziare anche il mio partito. Tutto il mio partito mi ha detto che non devo dimettermi, perché non c'è ragione». Quindi, un'accorata difesa dei propri affetti: «Quando, pur avendo valutato i magistrati che non ho alcuna responsabilità, vedi tirato in ballo tuo figlio, gli amici... Ma perché tirare in ballo la mia famiglia?»
«Attaccate me», ha insistito, «ma lasciate stare mio figlio. Mio figlio è stato mandato dal Politecnico di Milano a fare sei mesi di tesi e di stage a 3 mila dollari al mese e per sei mesi a lavorare presso uno studio di San Francisco».
FUTURO DA CAPOGRUPPO. Ora per Lupi si prospetta un futuro da capogruppo alla Camera del Nuovo centrodestra. Già in serata è previsto un incontro in tal senso con il leader del partito Angelino Alfano. Che, da parte sua, ha tenuto a lodare la decisione di «un uomo delle istituzioni, perbene e onesto».

Renzi sulle dimissioni del ministro: «Scelta saggia»

«La scelta di Maurizio è una scelta saggia, per sè, per Ncd, per il governo», sono state le parole con le quali il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato la decisione di Lupi.
GUERINI: «GESTO POLITICO DA APPREZZARE». Anche vicesegretario del Partito democratico Lorenzo Guerini ha accolto con favore il passo indietro. «La decisione di Maurizio Lupi è un gesto politico da apprezzarre», ha detto, «un atteggiamento ragionevole e serio, che dimostra la sua attenzione per le istituzioni. Avanti insieme per procedere senza esitazione a cambiare l'Italia e a renderla più giusta e competitiva».
ALFANO: «UOMO PER BENE E ONESTO». Apprezzamenti sono arrivati poi dal ministro degli Interni Alfano: «La decisione del ministro Maurizio Lupi è da uomo delle istituzioni perbene e onesto. In lui l'uomo e il politico coincidono per correttezza e linearità. Gli siamo stati accanto e gli saremmo stati a fianco qualunque scelta avesse deciso di fare». «Il suo gesto», ha proseguito il leader di Ncd, «è la più alta testimonianza di distanza da logiche di potere. Lupi non si dimette da politico. Farà politica, se possibile, con più forza e determinazione.
Insieme a noi. Come sempre».

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