Benjamin Netanyahu 150317190544
MAMBO 19 Marzo Mar 2015 1407 19 marzo 2015

L'anti-Palestina Netanyahu non può piacerci

La prospettiva dei due Stati è l’unica perseguibile. Il premier di Israele sbaglia.

  • ...

Benjamin Netanyahu.

Gli israeliani hanno scelto Netanyahu.
Evviva per loro e tanto affetto per i perdenti.
Gli analisti ci spiegheranno se questa scelta dei cittadini di Israele sia stata lungimirante.
Gli amici di Israele si divideranno. Tutti sottolineeranno la vitalità della democrazia israeliana.
Altri avranno ulteriori timori per la pace. Altri ancora saranno delusi.
Ci saranno invece gli entusiasti fra quelli che considerano il mondo arabo un nemico globale, e il Corano la fonte del male.
Non voglio né saprei partecipare a questa discussione. So per esperienza personale che discutere di Israele tocca corde sensibilissime e va fatto con molta cura e attenzione. Ma non si può non farlo.
PAROLE NON INCORAGGIANTI. Partirò dalle ultime ore di campagna elettorale quando il premier uscente, e poi entrante, ha dichiarato che sotto la sua presidenza non ci sarà mai uno Stato palestinese e ha promesso nuovi insediamenti anche a Gerusalemme Est.
Chi ha passato tutta la vita a sinistra, ma anche in altri luoghi della politica italiana, non può trovare in queste parole un incoraggiamento.
Per difficile che sia la prospettiva dei due Stati, essa è l’unica perseguibile e incontra ormai i favori di quasi tutti i parlamenti occidentali.
Nuove colonie, nuovi insediamenti, nuove espansioni edilizie sono poi sale sulle ferite.
FREDDEZZA DOPO IL VOTO. C’è una cosa che deve essere chiara a chi fa gli esami del sangue ai critici di Netanyahu: nessuno ci convincerà mai che per essere amici di Israele e convinti animatori della battaglia contro l’anti semitismo bisognerà farsi piacere l’attuale premier.
E nessuno si dovrà sorprendere se l’esito del voto israeliano, che è da rispettare, come è ovvio, può creare una freddezza nei confronti di un Paese molto amato e il cui destino sta a cuore a tanti non israeliani.
Legittimi gli entusiasmi di chi ha visto nel voto di due giorni fa il segno di una vitalità di quel Paese e che paventava la vittoria di Herzog.
ATTEGGIAMENTO INACCETTABILE. Affascinanti gli argomenti di Giuliano Ferrara. Non li condivido. Penso che sulla piattaforma di Netanyahu sarà difficile creare un’ondata di simpatia verso quel Paese e che per noi amici di Israele di sinistra la strada sarà più difficile, stretti da chi detesta quel Paese con parole spesso inaccettabili e da chi invece pretende che ci facciamo piacere tutti i suoi leader.
A me Netanhyau non piace. Ho già perso amici ebrei e amici israeliani quando scrissi parole contro i bombardamenti di Gaza (che riscriverei). Altri li perderò ora. Chissà se perdo più io o più loro.

Correlati

Potresti esserti perso