Lupi
INCHIESTA 19 Marzo Mar 2015 0836 19 marzo 2015

Lupi, spunta un viaggio aereo pagato alla moglie

Volo Milano-Bari a spese del Sistema. Cuperlo: «Il ministro si dimetta».

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Maurizio Lupi.

Non solo il lavoro per il figlio. Spunta anche un viaggio aereo pagato a sua moglie nelle carte dell'inchiesta sui grandi appalti che coinvolge il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.
In occasione di una convention del Ncd a Bari, il faccendiere Francesco Cavallo procurò alla moglie di Lupi, Emanuela Dalmiglio, il biglietto aereo da Milano. Il prezzo è di 447 euro e il pagamento risulta intestato a Cavallo. «Non è dato sapere se tale spesa sia stata rimborsata», spiegano i pm.
DALLE CENE AI VESTITI. Segue l'elenco dei doni 'gestiti' da Cavallo: «Contatti ed incontri, anche conviviali, nonché l'organizzazione di una cena volta a reperire 'fondi' nell'interesse del ministro» e poi 900 euro in dolci, 1.600 in borse, «la fornitura di abiti sartoriali» da 700 euro l'uno «in favore del ministro Lupi, di suo figlio Luca e dei suoi segretari», l'acquisto di regali natalizi «in favore dello stesso ministro e del suo entourage».
RELAZIONI E SCAMBI COL SISTEMA. Insomma, dalle carte dell'inchiesta fiorentina emergono relazioni e scambi fra il 'mondo di Maurizio Lupi' e quello che la procura ha chiamato il Sistema, che era guidato dai quattro arrestati con l'accusa di aver pilotato appalti pubblici. Secondo i carabinieri del ros di Firenze, l'ex capo struttura di missione del ministero delle Infrastrutture, Ercole Incalza, faceva in modo di affidare la direzione dei lavori a un ingegnere, Stefano Perotti, che era entrato in contatto con il dicastero grazie al faccendiere Cavallo, definito nelle carte degli inquirenti «l'uomo di Lupi».
Per descrivere i rapporti fra gli arrestati e il ministero, i pm fiorentini annotano che «Lupi e la moglie sono stati ospiti dei coniugi Perotti per il fine settimana, nel settembre 2013 e nel dicembre 2013. Con riguardo al secondo incontro in Firenze, allo stesso ha preso parte anche Cavallo». Oltre ai coniugi Lupi, a cena con Cavallo ci è andato anche loro figlio, Luca.
IL MONSIGNORE CERCAVA VOTI PER LUPI. Fra gli 'amici' del ministro che spuntano nelle intercettazioni del Sistema c'è anche l'ex delegato pontificio per la Basilica del Santo a Padova, monsignor Francesco Gioia, che, annotano gli inquirenti, si attivò per reperirgli voti per le europee del 2014. Monsignor Gioia è citato nelle carte anche perché chiese a Perotti e a Cavallo di trovare un lavoro al proprio nipote e per aver sponsorizzato un imprenditore per l'appalto del Palazzo Italia a Expo.
DUE ARRESTATI ERANO ALLA MESSA DEL PAPA SULLA CORRUZIONE. Non manca un tocco di colorato paradosso: «È davvero singolare la personalità di Perotti e di Cavallo» scrivono gli inquirenti nel motivare la sussistenza delle esigenze cautelari. «Seppur capaci di tessere fitte trame corruttive, il 27 marzo 2014 alle 6.30 partecipano alla messa in Vaticano di papa Francesco» che pronunciò, «davanti a politici ed imprenditori, un'omelia sulla corruzione che ha suscitato clamore».

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